Treviso Città Impresa, un laboratorio permanente con i protagonisti del domani

Nell’ultima giornata si è discusso di medicina e Rna, con l’obiettivo di migliorare le cure. Tra il pubblico studenti e universitari da tutta Italia: «Faremo tesoro di quanto ascoltato»

Mattia Toffoletto

L’obiettivo sempre più vicino di sconfiggere il cancro attraverso la tecnologia a Rna, che il mondo ha conosciuto per l’efficacia del vaccino anti-Covid. Ma anche i progressi nello studio della fusione nucleare, con le prime risposte importanti attese fra un decennio.

La giornata conclusiva del festival Treviso Città Impresa – promosso dal Gruppo Nem, Il Nordest e La Tribuna di Treviso – ha acceso i fari sull’Europa e sulle sfide che l’attendono per competere nella grande arena globale.

L’ultima giornata

A Palazzo Giacomelli si riflette sull’ambito della ricerca e l’attenzione si concentra sulle parole di speranza di Rosario Rizzuto, docente di Patologia all’università di Padova e presidente del Centro nazionale per lo sviluppo della terapia genica: «La tecnologia a Rna, combinata alla capacità di comprendere le mutazioni del cancro di ogni persona, farà sì che sempre più tumori saranno curabili. L’Rna ci dà la possibilità di sviluppare centinaia di farmaci nuovi con bersagli mirati, il futuro sarà una medicina di precisione e personalizzata. Il momento per investire è adesso. E il salto si farà, quando riusciremo a colpire ciascun bersaglio. Impresa e ricerca erano un tempo mondi distanti, ma ora il diaframma si sta rompendo».

Treviso Città Impresa, Rizzuto (Unipd): "Con la tecnologia a Rna i tumori saranno curabili"

L’Rna potrà assicurare risultati anche su altri fronti: «Malattie cardiovascolari, neurodegenerative, rare. Già da tempo è in commercio un farmaco contro l’ipercolesterolemia: funziona in maniera straordinaria, ma costa ancora migliaia di euro. Credo, fra cinque anni, lo si pagherà molto meno e si potrà garantire una terapia di massa».

Un’altra sfida è la produzione di energia tramite fusione nucleare. Passi avanti si stanno facendo, ma ci vorrà ancora parecchio tempo: «In Europa è nato però l’organismo “Fusion now”, che raggruppa aziende e istituti di ricerca per sviluppare un piano comune e creare la filiera che renderà possibile la fusione», sottolinea Piergiorgio Sonato, presidente Consorzio Rfx (Ricerca fusione nucleare) di Padova, «le prime risposte importanti sul funzionamento le avremo fra un decennio, ma per garantirci impianti che producano energia ci vorrà molto più tempo. Obiettivo 2050? Fermento e fiorire di start-up potrebbero far pensare che il traguardo sia raggiungibile per quella data».

Un laboratorio per il domani

Un laboratorio per i protagonisti del domani. Il Città Impresa, pure nella sua giornata conclusiva, si conferma lezione interessante per studenti universitari e corso formativo pregnante per chi il mondo del lavoro l’ha scoperto solo da pochi anni. Negli incontri di chiusura, a Palazzo Giacomelli, c’è Maria Isabella Lucietto, 23enne di Vicenza, iscritta alla magistrale di Economia all’ateneo di Trieste.

«Ho saputo del Città Impresa dalla mia università, mi sto specializzando nella gestione dei processi logistici», spiega Maria Isabella, a Treviso da giovedì con il progetto Academy di Italy Post, «volevo capire anche come fosse fatto un festival, questa è stata la mia prima volta in assoluto. E devo dire che l’esperienza mi è piaciuta: mi interessava soprattutto il tema della logistica, del supply chain. Perché è anche quello che vorrei fare da grande. Vorrei diventare infatti operation manager, occuparmi di approvvigionamento».

Abnor Kadolli, 34enne di Treviso, radici nel Kosovo, lavora proprio nella logistica: «Volevo capire la strada che sta prendendo l’Europa, cosa cambierà con l’intelligenza artificiale. Il festival è stata un’opportunità per affinare le mie competenze, ampliare le conoscenze. E per comprendere in quali aspetti servirà aggiornarsi».

Sta invece ancora studiando Marco Buonfantino, 23enne sassarese di Valledoria, iscritto a Ingegneria all’ateneo di Bologna: «Un modo per capire l’aria che tira. A volte serve anche uscire dalle aule, il festival mi ha dato una visione più pratica sul mondo del lavoro. Mi interessava la tematica dell’intelligenza artificiale. In futuro mi piacerebbe lavorare nella robotica». Prendono appunti, evidenziano i concetti. Non è una lezione come le altre, non c’è un esame da preparare. Ma un festival che assicura una bussola per orientarsi sul domani.

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