Treviso Città Impresa, De Felice (Intesa San Paolo): "All'Europa serve una politica energetica comune"
In un contesto di forte tensione internazionale legato al conflitto in Iran, l’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo rivede al ribasso le stime di crescita: il PIL italiano 2026 scende dallo 0,8% allo 0,4%. Gregorio De Felice , chief economist di Intesa Sanpaolo, spiega che «la discriminante sull’impatto è più che la durata del conflitto e il tempo per cui lo stretto di Ormuz rimane bloccato». Lo scenario resta incerto: crescita allo 0,4% se i flussi energetici riprenderanno entro metà maggio, ma «anche la stima dello 0,4% potrebbe essere ottimistica» in caso di tensioni prolungate, con il rischio di scendere allo 0,2% o meno. Un ruolo chiave lo giocano gli Stati Uniti: «Molti pensano che… tanto vale che Donald Trump cerchi di completare il lavoro… Non sarà però una cosa semplice, l’Iran non è il Venezuela». Sul fronte europeo, l’appello è chiaro: «L’Europa dovrebbe darsi una politica energetica comune, forte», anche per rafforzare «l’autonomia strategica» in energia, innovazione e tecnologia. (Intervista Luca Piana, video Fotofilm)
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