Sport Business Forum 2026, gran finale a Gemona: dai campioni una lezione sul valore del fallimento
Sale gremite e grandi testimonianze per la chiusura della manifestazione in Friuli Venezia Giulia. Claudia Mancinelli, Elena Cecchini e Ferdinando De Giorgi hanno raccontato come trasformare gli errori in occasioni di crescita, dentro e fuori dal campo

Si è conclusa sabato 24 ottobre a Gemona la tappa finale di Sport Business Forum 2026, la manifestazione che ha attraversato il Nord Est, dall'anteprima di Trieste agli appuntamenti di Treviso e Belluno. Le due giornate ospitate il 23 e 24 ottobre nella città friulana hanno registrato una significativa partecipazione di pubblico, con le sale del centro storico gremite durante gli incontri.
Ricerca scientifica, esperienze personali e testimonianze di protagonisti dello sport si sono intrecciate in un confronto dedicato al ruolo dell'attività sportiva nella crescita individuale e nello sviluppo delle comunità. Un percorso che, attraverso storie di successi e difficoltà, ha messo al centro il valore educativo dello sport e la capacità di affrontare i cambiamenti.
La conclusione di Gemona segna così un nuovo passaggio per Sport Business Forum, che guarda già alla prossima edizione del 2027.
Il fallimento come occasione per ripartire
Il filo conduttore delle due giornate conclusive è stato “Storie di sport, ricadute e riscatto”. Una scelta particolarmente significativa per Gemona, città simbolo di ricostruzione e rinascita, dove il racconto sportivo si è legato ai temi della resilienza, della fiducia e della capacità di superare i propri limiti.
Le testimonianze hanno mostrato come gli ostacoli non rappresentino necessariamente un punto di arrivo, ma possano diventare occasioni per imparare, migliorare e individuare nuove prospettive. Un messaggio rivolto non soltanto agli atleti, ma anche alle giovani generazioni, agli allenatori e a chiunque si trovi ad affrontare una fase di cambiamento.
La tappa è stata promossa da Nord Est Multimedia, Il Nordest e Messaggero Veneto, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo Fvg e Comune di Gemona. Banca Generali ha partecipato come main partner, PrimaCassa come partner e Fondazione Sit come charity partner.
Claudia Mancinelli: «Il talento non basta»
Tra gli appuntamenti in programma, l'incontro “Il fallimento, il primo mattone della vittoria” ha visto protagonista Claudia Mancinelli, allenatrice di ginnastica ritmica e autrice del libro “Oltre il talento”.
Nel suo intervento, Mancinelli ha approfondito il rapporto tra preparazione, difficoltà e risultati, soffermandosi soprattutto sul ruolo educativo dell'allenatore. Al centro della riflessione, la necessità di considerare gli errori come una parte fondamentale del percorso di crescita, anziché come ostacoli da evitare a ogni costo.
«Credo profondamente nel valore dell'errore, perché è proprio mettendoci alla prova, anche sbagliando, che impariamo a conoscerci e a migliorare», ha spiegato.
L'allenatrice ha quindi sottolineato che, se il talento rappresenta una componente importante, a fare la differenza sono anche la costanza, la perseveranza e le persone incontrate lungo il cammino.
«Il vero traguardo è riuscire a esprimere il proprio potenziale senza rinunciare alla propria felicità», ha concluso Mancinelli, richiamando l'attenzione sull'importanza di accompagnare la ricerca del risultato con il benessere personale.
Elena Cecchini riparte dopo il ciclismo professionistico
Il tema del cambiamento è tornato al centro dell'incontro “Traguardi e linee di partenza”, con Elena Cecchini, che ha ripercorso la propria esperienza nel ciclismo professionistico dopo aver annunciato la conclusione della carriera.
Per l'atleta, il ritorno in un territorio legato alle proprie origini ha rappresentato l'occasione per rileggere il percorso compiuto, tra risultati raggiunti, sacrifici e nuove prospettive. Una testimonianza che ha messo in evidenza quanto sia importante saper affrontare la fine di una fase della propria vita senza cancellare il valore delle esperienze vissute.
«Tornassi indietro rifarei tutto, anche se è stato estremamente difficile. Sono a favore delle scuole vere», ha dichiarato Cecchini.
L'ex ciclista ha poi richiamato l'attenzione sul modo in cui viene vissuto l'insuccesso, soprattutto in Italia, sottolineando la necessità di attribuirgli un significato diverso.
«In Italia non viviamo il fallimento nel modo giusto. Il fallimento deve essere preso come un trampolino per migliorare», ha affermato.
Un messaggio che si lega al tema centrale del forum: imparare dalle difficoltà per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide successive.
Ferdinando De Giorgi: «Il fallimento deve spingere verso l'alto»
A chiudere la rassegna è stato Ferdinando De Giorgi, campione di pallavolo e allenatore della nazionale italiana maschile, protagonista dell'incontro “Vinci, perdi, impari: le tappe di un percorso di crescita”.
Attraverso le esperienze maturate prima in campo e poi in panchina, De Giorgi ha proposto una riflessione sul valore del gruppo, sull'importanza della collaborazione e sugli insegnamenti che possono arrivare tanto dalle vittorie quanto dalle sconfitte.
«Il fallimento deve spingere verso l'alto, non deve oscurare, ma illuminare. Fa vedere dove si può migliorare», ha osservato l'allenatore.
Un concetto che, nello sport di squadra, assume un significato particolare: il risultato non dipende soltanto dalle qualità individuali, ma anche dalla capacità di reagire insieme alle difficoltà e di trasformare gli errori in un'occasione di crescita collettiva.
Rivolgendosi alle nuove generazioni, De Giorgi ha ricordato che anche i grandi campioni hanno conosciuto la sconfitta e che spesso proprio la reazione ai momenti più difficili contribuisce a definire il loro percorso.
«È il modo in cui si reagisce alle difficoltà a fare la differenza», ha concluso.
Lo sport come motore di crescita per le comunità
Le testimonianze di Claudia Mancinelli, Elena Cecchini e Ferdinando De Giorgi hanno dato forma al messaggio conclusivo di Sport Business Forum 2026: lo sport non è soltanto competizione e ricerca del risultato, ma anche uno strumento educativo capace di incidere sulle persone e sulle comunità.
A Gemona, il racconto delle esperienze individuali si è intrecciato con il significato simbolico di una città che ha fatto della rinascita uno dei tratti distintivi della propria storia. Il confronto ha così restituito un'immagine dello sport come spazio in cui imparare a gestire le sconfitte, affrontare le transizioni e costruire nuove opportunità.
Con la partecipazione registrata nelle due giornate friulane, la manifestazione chiude il percorso del 2026 e rilancia il proprio obiettivo: promuovere il dialogo tra sport, ricerca, formazione e territorio, in vista dell'appuntamento del prossimo anno.
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