L’ortopedico spinge la Vonn: «Può vincere col ginocchio rotto»
Il professor Araldo Causero, esperto di ginocchio e di crociato, sull’infortunio alla campionessa Usa: «Lindsey come Roberto Baggio: servono testa, convinzione e allenamento. Fa bene a provarci»

«Ha ragione a volerci provare, è una campionessa straordinaria. E, vedrete, andrà anche forte».
Parola di professore universitario a Udine che in carriera ha operato migliaia di pazienti, non per forza sportivi, dopo una rottura del legamento crociato anteriore d’un ginocchio.
Araldo Causero, che oltre a ordinario di Malattie dall’apparato motore è anche medico sociale dell’Apu Old Wild West che gioca nella Serie A di basket, è un esperto in materia di ginocchio e di crociato in particolare.
Professore, la Vonn a 41 anni ha anche una protesi in titanio all’altro ginocchio.
«È una protesi monocompartimentale, che funziona anche sottoposta agli stress di una sciatrice. Il tennista Andy Murray è tornato a giocare così».
Ma ora c’è l’altro ginocchio rotto.
«È una sciatrice di grandissimo livello, fa bene a provarci. È tornata a sciare per le Olimpiadi, ha due sole gare davanti per conquistare una medaglia olimpica, rischia un altro infortunio perché l’arto è lasco, non instabile, dopo la rottura del legamento. Se la discesa, per quanto lo si possa dire a quelle velocità e su quei pendii, sarà senza intoppi potrà non risentirne, anche perché si tratta di una atleta la cui muscolatura è allenata al massimo».
Appunto, la muscolatura può aiutare il ginocchio?
«Certo. Ripeto, il problema è se la discesa non sarà lineare, a quel punto il rischio di una rottura di un menisco o di un altro legamento è alto: ma perché non provarci. Senza sollecitazioni anomale al ginocchio potrà fare una grande discesa».
Da non ripetere per gli sciatori amatoriali vero?
«Assolutamente no, quelli sono professionisti. Ricordate Baggio che tornò a giocare nel 2002 a neanche 100 giorni dalla rottura del crociato nella speranza di andare a giocare i Mondiali?».
Insomma, Lindsey come Roby...
«Sì, serve testa, convinzione e allenamento».
Ora però, pensiamo al basket Nba, dopo la rottura di un crociato si tende a fermare l’atleta per una stagione intera.
«Vero. Per anni si è tentato di ridurre i tempi causando disastri. I tempi di recupero sono dettati dalla biologia, quello che mettiamo al posto del crociato anteriore è una impalcatura che per ricostruirsi ha bisogno di 6-8 mesi».
Professore, l’ha stupita il recupero della Brignone?
«Sì, per quello che ha avuto si tratta di un recupero imprevedibile, senza usare il termine miracoloso. Qui molto dipende dalla forza di volontà dell’atleta».
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