Inaugurazione Olimpiadi, scoppia il caso sulla telecronaca Rai

Gaffes grossolane durante la cerimonia di apertura di Milano-Cortina, che non sono passate inosservate ai telespettatori e ai social. La dura nota del sindacato Usigrai

La redazione
Matilda De Angelis durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Matilda De Angelis durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina

Da Matilda De Angelis scambiata per Mariah Carey alle religioni del Benin. Gli strafalcioni della telecronaca Rai alla cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina non sono passati inosservati ai telespettatori, che hanno inondato i social di critiche.

Negli ultimi mesi da più parti era stato chiesto il ritorno di Franco Bragagna, fresco di pensione, ma in Rai si era scelto per la cerimonia Auro Bulbarelli, messo da parte all’ultimo per aver rivelato che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe avuto un ruolo nella cerimonia. E allora ecco la sostituzione con il direttore di Rai Sport Paolo Petrecca, che però, come hanno notato i telespettatori, non è stato esente da gaffes. Eccone cinque. 

  •  La presidente del CIO Kirsty Coventry scambiata per la figlia di Sergio Mattarella.
  •  ⁠I cinque fuoriclasse del volley italiano, campioni del mondo - nel caso delle donne anche campionesse olimpiche - non riconosciuti dal telecronista. Due (Danesi e Gianelli) erano i capitani delle rispettive nazionali. Unica a essere identificata: Paola Egonu. Gli altri erano Porro, Anzani, e Cambi.
  • Matilda De Angelis scambiata per Mariah Carey.
  • ⁠Lara Colturi, sciatrice italiana, gareggia per l’Albania. Per il telecronista «ha un cognome vagamente italiano».
  • Sfila il Benin. Il commentatore che affianca il telecronista: «Nel Benin la religione principale è il vudù». In realtà è il cristianesimo (49%, dati dell’ultimo censimento, anno 2013) seguito dall’islam (28%). Il vudù è terzo (15%). Esistono altre stime che assegnano al vudù il 23% ma mai il primato.

La nota del sindacato

«'L'importante è partecipare', ma fino a un certo punto. Petrecca e vertici aziendali sono responsabili della figuraccia Rai alla cerimonia di apertura dei Giochi». Lo scrivono l'esecutivo Usigrai con il Cdr e il fiduciario di Milano di RaiSport in una nota diffusa all'indomani dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali.

«Ai vertici dell'azienda – si legge ancora – non sarà sfuggita l'impressione generale offerta dalla telecronaca della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Autoassegnarsi un incarico e poi rivelarsi completamente inadatti a portarlo a termine è solo l'ultima fallimentare iniziativa di un direttore sfiduciato dalla sua precedente testata e, nonostante questo, premiato dalla Rai in vista dell'importantissimo appuntamento olimpico affidandogli la guida di RaiSport, dove è stato sfiduciato altre due volte».

Per il sindacato dei giornalisti Rai, «se i Giochi hanno come motto 'L'importante è partecipare', non così dovrebbe essere per chi, invece di premiare il merito, con la sua iniziativa ha causato una bruciante sconfitta per l'immagine del servizio pubblico e di chi ci lavora».

E ancora: «I vertici aziendali, che da tempo continuano a difenderlo nonostante le ripetute mobilitazioni delle redazioni, sono consapevoli dei danni causati alla reputazione della Rai da questa iniziativa? Alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi, a fronte dei dubbi del Cdr per la sua auto assegnazione dell'incarico di telecronista, Petrecca ha risposto 'io ci metto sempre la faccia'. Sarebbe ora – concludono Usigrai, Cdr e Fiduciario di Milano di RaiSport – di farlo fino in fondo».

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