Delusione Biathlon, Giacomel si ritira quando e’ in testa: mass start al norvegese Dale
Delusione azzurra e trionfo norvegese nell’ultima gara maschile del biathlon

Una delusione cocente per il biathlon azzurro nella mass start uomini. Tommaso Giacomel , atteso al riscatto , e’ perfetto nei primi due dei quattro poligoni nonostante il vento, e’ in testa con tre norvegesi e un francese, poi accusa un dolore al fianco che non gli consente di respirare ed è costretto al ritiro, con il box azzurro e il pubblico attonito.
Doppietta norvegese: Dale e’ perfetto sugli sci, dove e’ da sempre il più’ forte, e pure al tiro, , Laegreid secondo e quinta medaglia per lui. Il tedesco Horn riparte dall’ultimo poligono col bronzo virtuale ma lo perde per il ritorno poderoso del francese Fillon Maiilet all’ennesima medaglia.
Dopo le intense nevicate nella valle di Anterselva: c’è la Mass start uomini, 15 km si parte tutto assieme.
Là corrono in 30, ci sono tutti i big, l’Italia punta su Tommaso Giacomel che cerca gloria dopo le tre gare individuali deludenti che hanno seguito l’argento nella staffetta mista.
Cinque giri da 3 km l’uno. Luka Hofer è l’altra freccia azzurra, il carnico Nicola Romanin si vuole godere nelle retrovie una gara da sogno che fino a poche settimane fa non avrebbe dovuto fare nemmeno nel sogno più bello.
Anche l’altro azzurro Hofer è subito tagliato fuori dai giochi che contano.
C’è vento al poligono, il tempo e’ bello ma c’è vento. Quaranta minuti a tutto motore, boato alla partenza, il solito boato.
Botn, Ponsiluoma, Fillon Maiilet,Jacquelin, Laegreid, Christiansen quanto talento. Due mass start in stagione di Coppa, in Francia vinse Giacomel, a Nove Mesto Jacquelin.
Il gruppone arriva compatto al primo poligono: tutto assieme o quasi a tirare, che spettacolo.
Giacomel perfetto, sbagliano tanti big, ad ogni errore c’è un giro di penalità: Hofer ne deve fare uno, il carnico due.
Il francese Jacquelin si invola, dietro tre norvegesi. Giacomel è quinto, gli altri tre francesi devono girare, per loro un errore a testa. Fillon Maillet e il norvegese Botn devono inseguire.
Il francese con Pantani nel cuore fa gara solitaria e arriva al secondo poligono disteso con quasi 30 secondi di vantaggio sui tre norvegesi e Giacomel che regge sugli sci i rivali, quindi ha materiali buoni. Sbaglia il francese, gira e si ritrova i tre norvegesi e un grande Giacomel da doppio zero a terra.
Romanin si gode la gara, litiga col poligono ed è ultimo. Anche Hofer.
Colpo di scena nel bosco, Giacomel che era in testa scoppia, è quasi fermo. Sta male di stomaco, non riesce ad andare avanti. Per lui e’ una olimpiade maledetta. Siamo
Dietro il box azzurro davanti al poligono: c’è sgomento. Facce scure. Giacomel si ritira.
La gente non lo vede arrivare al poligono con gli altri leader.
Il vento fa sbagliare tutti, solo il norvegese Dale fa percorso netto in piedi e si invola, il tedesco Horn e’ secondo, Laegreid terzo. Affondano i francesi.
Un disastro al tiro. Il rammarico per il forfait di Giacomel aumenta. Il vento porta la neve che cade sulle vicine cime.
Decide l’ultimo poligono in piedi, Dale vola sugli sci. E’ perfetto al Giro, ne Fifa altri 5, venti su venti. Poi Laegreid, 5 medaglie ma nessuna d’oro. E Fillon Maiilet.
I tre ultimi inscenano un siparietto: l’americano Whrigt, il francese claude e il carnico Romanin si fermano all’inizio del rettilineo finale. E, acclamati dalla folla, fanno una volata
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