Il Treviso comic book festival fa rivivere le madri della Costituzione sulle vetrine dei negozi della città
Il Treviso comic book festival fa rivivere le madri della Costituzione sulle vetrine dei negozi della città

Le 21 donne che scrissero l’Italia: le madri della Costituzione rivivono nelle vetrine di Treviso

A ottant’anni dal primo voto nazionale delle donne, il Treviso Comic Book Festival porta nelle vetrine della città i volti delle 21 Costituenti. Donne di partiti e storie diverse, unite nel dare forma ai principi di uguaglianza, lavoro e partecipazione della nuova Repubblica

Valentina Calzavara

Il 1946 è stato l’anno in cui 21 donne entrarono nell’Assemblea costituente e diventarono le madri della nostra Costituzione. Il Treviso Comic Book Festival desidera celebrarle insieme alla Commissione pari opportunità e con il supporto di Cgil e Cisl del capoluogo.

«Il progetto unisce arte, fumetto e memoria civile per riportare nello spazio urbano le protagoniste della nascita della Repubblica e valorizzare il contributo delle donne alla storia democratica italiana», evidenzia Claudia Acquistucci, presidente della Commissione pari opportunità del Comune di Treviso.

Così in redazione alla tribuna nasce un'opera del Treviso Comic Book Festival

In questi giorni artisti e artiste sono all’opera e stanno colorando spazi e vetrine della città con i volti delle protagoniste. Tratti garbati ed eloquenti per omaggiare queste fondamentali presenze a ottant’anni dal primo voto nazionale delle donne. Immagini che bussano alla porta della storia, con tanto di nomi e cognomi, per rinfrescare la memoria e invitare alla conoscenza. Sono ritratti che non chiedono solo di essere guardati: invitano a fermarsi, a leggere, a domandarsi chi fossero quelle donne e perché, ancora oggi, le loro storie abbiano qualcosa da raccontare.

I volti delle Costituenti nelle vetrine di Treviso

Il percorso è già cominciato. Tra le prime vetrine disegnate c’è quella della Brat, con lo sguardo di Bianca Bianchi, nata in una famiglia umile in provincia di Firenze, laureata in filosofia e pedagogia e apprezzata insegnante. Le cronache dell’epoca si occuparono molto dei suoi capelli biondi, nonostante fosse una delle deputate più preparate di Montecitorio.

Socialista come lei, troviamo la padovana Lina Merlin da Gentj, in via Pescheria 13. In famiglia la chiamavano la “pacefondaia” e nella sua attività parlamentare dedicò molti sforzi al miglioramento della condizione femminile, fino alla legge sull’abolizione dello sfruttamento della prostituzione e alla chiusura delle case di tolleranza.

Poco oltre, Elettra Pollastrini, attenta garante dei diritti delle donne sul lavoro, è ricordata al 3chic Store in via Palestro. All’ingresso della Tribuna di Treviso, invece, fa capolino Teresa Noce: una biografia di tenace resistenza, un esempio di emancipazione e indipendenza ante litteram, con quel suo buttarsi a capofitto nell’attività politica e l’impegno per tutelare le mamme lavoratrici.

Una dopo l’altra arrivano Nilde Iotti, destinata a diventare nel 1979 la prima donna presidente della Camera dei deputati; Adele Bei; Nadia Gallico Spano e Teresa Mattei, la più giovane delle Costituenti, appena 25 anni, ricordata per aver proposto l’espressione “di fatto” nell’articolo 3 della Carta, per dare sostanza al principio dell’uguaglianza.

E ancora Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Maddalena Rossi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio e Ottavia Penna.

Nove comuniste, nove democristiane, due socialiste e una qualunquista

Un puzzle variegato, capace di farsi portavoce dei percorsi e delle aspirazioni di tutte le donne italiane. Le 21 della Costituente furono nove comuniste, nove democristiane, due socialiste e un’eletta nelle liste del Fronte dell’Uomo Qualunque. Eppure trovarono punti d’incontro e una voce comune sulle grandi questioni che riguardavano la democrazia italiana.

Alcune avevano partecipato alla Resistenza e alla lotta partigiana, vissuto sulla loro pelle la guerra, i bombardamenti, gli eccidi, l’esilio, la prigionia. È dentro questo clima che maturò la consapevolezza di essere cittadine. Il voto vissuto come una conquista e non come una concessione. Unite dal senso di appartenenza. Biografie diverse che contribuirono a scrivere la storia italiana, con la capacità di fare sintesi e di incidere sulla contemporaneità.

Le Costituenti lavorarono in particolare sulle norme dedicate all’uguaglianza, alla famiglia, alla maternità, al lavoro, alla partecipazione politica e all’accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive: basti citare gli articoli 3, 29, 30, 31, 37, 48 e 51.

Ma il loro impegno non fu soltanto quello visibile nelle sedute dell’Assemblea. Fu fatto anche di intelligente confronto, dialogo e ricerca di mediazioni, nel nome di un’idea superiore di uguaglianza e di avanzamento culturale e sociale del nostro Paese.

È proprio questa memoria che oggi torna a vivere sulle vetrine di Treviso.

Tre giorni di fumetti, mostre e incontri

Il Tcbf va in scena dal 25 al 27 settembre con talk, esposizioni ed eventi dal vivo diffusi in città, ma anche con la mostra mercato e il bookshop allestito al Museo nazionale Salce, con 40 case editrici e più di 150 fumettisti.

Programma completo su www.tcbf.it

Riproduzione riservata © il Nord Est