Lavoro e maternità: in Veneto 7 mila donne dimesse nel 2025

Tra il 2024 e il 2025 il mondo del lavoro in Italia ha perso oltre 85 mila lavoratrici che si sono dimesse in costanza di maternità, principalmente per motivi di mancata conciliazione tra il lavoro e la cura dei figli. Lo stesso motivo ha portato alle dimissioni 35 mila padri

La redazione
Una manifestazione a favore dell'occupazione femminile
Una manifestazione a favore dell'occupazione femminile

In Veneto, nel 2025, le dimissioni delle lavoratrici madri sono state quasi 7 mila. Tra il 2024 e il 2025 il mondo del lavoro in Italia ha perso oltre 85 mila lavoratrici che si sono dimesse in costanza di maternità, principalmente per motivi di mancata conciliazione tra il lavoro e la cura dei figli. Lo stesso motivo ha portato alle dimissioni 35 mila padri.

Conciliare lavoro e famiglia, con la cura dei figli appena nati e l'assistenza dei genitori anziani, è sempre di più un'impresa. Tanti lavoratori, specie donne, scelgono di lasciare il lavoro perché non riescono a sostenere gli impegni, optando per la famiglia e per la cura dei figli in particolare.

Il settore terziario

Secondo le analisi statistiche di settore, circa il 69% delle donne occupate a tempo indeterminato lavora nel terziario. Ma il personale, in questi anni, è andato via via contraendosi: in Veneto i lavoratori indipendenti e autonomi nel commercio e nel turismo sono 81.000.

I dati arrivano da Confcommercio Veneto. Un settore, quello del terziario, che in tutta Italia conta 3 milioni di persone.

Per quanti strumenti ci possano essere è il tempo lo strumento principale su cui si dovrà lavorare per evitare che ci sia, da un lato, la dismissione della cura e dall' altro una impossibilità di organizzare il lavoro.

«Molto possono fare le politiche del lavoro e l'attività di contrattazione. Soprattutto facilitando le flessibilità orarie e, laddove è possibile, attivando forme di lavoro come lo smart working che permettano il lavoro anche a distanza con la possibilità di adattare il tempo del lavoro alle attività di cura, tagliando i tempi morti del percorso casa/lavoro», sostiene Confcommercio.

Nuove politiche di conciliazione

«Sulle dimissioni in costanza di maternità un intervento pubblico a sostegno del mantenimento del salario, a fronte di temporanee riduzioni di orario per attività di cura legate alla maternità, eviterebbe al lavoratore di dover scegliere se rimanere in azienda o dimettersi e questo permetterebbe alle aziende di conservare comunque gli organici». Ancora Confcommerio lancia la proposta: «Un primo passo importante è la riduzione del costo del lavoro per le imprese che attivano politiche di conciliazione certificandole».

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