Le Lady Avventura tra viaggi e solidarietà: «Ci divertiamo cercando di aiutare chi ne ha bisogno»

Romanina Santin è la promotrice dell’intraprendente gruppo di donne di Pordenone: «In ogni Paese portiamo aiuti negli orfanotrofi e sosteniamo le donne che con le loro attività cercano un riscatto»

Laura Venerus
Romanina Santin, a destra, è la promotrice dei viaggi delle Lady Avventura
Romanina Santin, a destra, è la promotrice dei viaggi delle Lady Avventura

Le Lady Avventura colpiscono ancora. Le intrepide donne pordenonesi, legate alle associazioni di Fidapa e Panathlon che da più di dieci anni compiono la loro missione che unisce lo spirito avventuroso a quello sociale e umanitario, sono rientrate da un viaggio in Colombia.

A dare voce a questa ennesima esperienza di solidarietà e beneficenza è Romanina Santin, promotrice delle iniziative dell’intraprendente gruppo.

Perché la Colombia?

«Ci incuriosiva, abbiamo conoscenze in quel Paese e abbiamo detto, perché no? Abbiamo scoperto un territorio all’avanguardia, molto curato, con nuove costruzioni, palazzi e architetture innovative. Noi eravamo dieci donne, ma non abbiamo mai avuto la percezione di paura».

Quali le esperienze vissute?

«In ogni Paese portiamo aiuti negli orfanotrofi e sosteniamo le donne che con le loro attività cercano un riscatto e un’emancipazione affrancandosi nella loro società. Non manca il momento istituzionale. Così è stato anche in Colombia. In questo Paese abbiamo visitato orfanotrofi consegnando capi di abbigliamento sportivo: finora abbiamo distribuito 600 kit sportivi».

Ci racconti degli orfanotrofi a cui avete fatto visita…

«A Bogotà abbiamo visitato l’orfanotrofio Casa della Madre e del Niño dove sono ospiti circa 150 bambini. Ci ha accolto Olga, la responsabile dell’istituto, che ci ha mostrato anche la lavanderia con cinque grandi lavatrici Electrolux. A Medellin abbiamo visitato la fondazione Casita de Nicolás: non un orfanotrofio, perché vuole sottolineare l’idea di accoglienza e cura, non soltanto di assistenza. Una cinquantina i bambini accolti: solo 10 bambini su 50 possono ricevere la visita dei parenti. Anche in questi casi abbiamo donato del materiale».

Ci sono anche altri luoghi interessanti dove avete portato la vostra ventata di energia positiva.

«Abbiamo incontrato persone e vissuto esperienze incredibili. A Bogotà abbiamo incontrato le sorelle della Casa Generale delle suore di San Francesco. Ad accoglierci suor Blanca, la madre superiora, e suor Milena. Ci hanno offerto caffè colombiano e deliziosi pastelitos accompagnati dalla musica della loro chitarra. Con emozione offriamo i nostri doni, arrivati appositamente dall’Italia, e un contributo in denaro, per gli orfani sostenuti dalla comunità. I nostri viaggi non sono solo scoperta di luoghi nuovi, ma creazione di legami e condivisione di valori».

E poi le donne…

«Un incontro speciale è stato con Jefa, una ragazza straordinaria, un’artista urbana gráfica che ha dipinto moltissimi murales nel Barrio Moravia a Medellin. Da bambina aveva una paralisi cerebrale che non le permetteva di camminare, ma grazie alle cure della mamma, fisioterapista, è riuscita a migliorare fino a camminare aiutata solamente da un bastone. Noi Lady Avventura abbiamo portato lo stencil del nostro logo: con le bombolette spray, guidate da Jefa, lo abbiamo dipinto su una parete di una casa. E poi abbiamo provato l’arte del graffito. Io assieme a Raffaella, Luciana, Aldina, Pia, Silvia, Serena, Manuela, Patrizia e Raffaella abbiamo potuto esprimere così la nostra creatività».

Ma non finisce qui…

«Abbiamo partecipato all’esperienza “Platos sin Frontera”, Piatti senza frontiere, un progetto di educazione alimentare che valorizza i prodotti del territorio e le tradizioni locali. Con Lisabet non abbiamo solo mangiato, ma anche guardato, annusato, assaporato un menù semplice, ma autentico: Frijoles con soya y zanahoria, Ensalada de cidra, tomate y cebolla, Arepa de mote con guacamole. E per concludere, il dolce: Torta de chocolo con suero. A Cartagena nel quartiere 20 de Julio, accompagnate da Dilia Flórez, abbiamo conosciuto la comunità Zenù.

Durante quest’esperienza abbiamo scoperto anche una piccola scuola materna privata dal nome bellissimo: “La Mujer Virtuosa”. Arrivate al laboratorio, Dilia ci ha invitato a partecipare all’intreccio della canna flecha: in pochi minuti abbiamo capito quanto questo lavoro richieda pazienza, precisione e dedizione, mentre le ragazze ci hanno raccontato la storia del popolo Zenù, la difesa della loro identità e la straordinaria resilienza che ha permesso a questa cultura di attraversare il tempo senza perdere la propria anima».

Parliamo anche della visita istituzionale.

«Prima di rientrare in Italia ci siamo recate al quartiere Chicó, dove ha sede l’Ambasciata d’Italia. Ci hanno accolto l’ambasciatore Giancarlo Maria Curcio e la Prima Segretaria di Legazione Marina Zappettini. L’ambasciatore ci ha raccontato del Giro d’Italia in Colombia e dell’ultima edizione svolta appena qualche giorno fa: un evento amatoriale e cicloturistico ufficialmente autorizzato a utilizzare il marchio della storica corsa italiana. Prima del congedo abbiamo consegnato all’ambasciatore una pubblicazione dedicata a Pordenone, che il sindaco Alessandro Basso ci ha incaricato di portargli. Gli doniamo anche il libro pubblicato da Lady Avventura sui dieci anni di viaggi nel mondo, insieme al gagliardetto del Panathlon di Pordenone».

Prossimi viaggi?

«Certamente non ci fermiamo qui. Abbiamo già in programma nuovi viaggi per portare negli angoli del mondo il nostro contributo di aiuto e solidarietà». —

 

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