Vajont, il ricordo delle istituzioni. La Russa: «Tragedia che ha segnato la storia»

Nel 63esimo anniversario della tragedia, le parole delle istituzioni e il dovere della memoria. Il presidente del Senato: «Le comunità di Longarone, Erto e Casso hanno saputo trasformare una ferita profondissima in una straordinaria testimonianza di dignità, forza e capacità di ricostruzione»

I soccorritori sui luoghi del Vajont
I soccorritori sui luoghi del Vajont

Nel 63esimo anniversario della tragedia del Vajont, le parole delle istituzioni per tributare l’omaggio alle vittime e a un territorio segnato da quell’ondata improvvisa di acqua dalla diga.

Vajont, 63 anni dopo il disastro: la memoria della tragedia incontra la nuova centralina. L’acqua torna a far paura
La redazione

«Una tragedia che ha segnato per sempre la storia del nostro Paese. Il dolore per quelle vite spezzate non si attenua con il trascorrere del tempo. Al contrario, quel ricordo ci richiama ancora oggi a una responsabilità precisa: non dimenticare e fare della memoria un patrimonio civile, affinché simili tragedie non possano ripetersi mai più, ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, «Ai superstiti, ai familiari e alle comunità di Longarone, Erto e Casso e dei territori colpiti, che hanno saputo trasformare una ferita profondissima in una straordinaria testimonianza di dignità, forza e capacità di ricostruzione, rivolgo la vicinanza mia personale e del Senato della Repubblica».

«63 anni dal disastro del Vajont, una preghiera per le oltre 1.900 vittime, tra cui molti bambini. Una triste pagina della nostra storia che ha segnato tragicamente intere comunità. A loro va il mio pensiero commosso». Così su X il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

L'Organizzazione delle Nazioni Unite e l'Unesco nel 2008 Anno Internazionale del Pianeta Terra, hanno definito il disastro del Vajont «il risultato di una catena di errori umani, sottovalutazioni tecniche e negligenze scientifiche prevedibili, il più emblematico esempio di disastro evitabile».

Nel 2023 l'Unesco ha anche inserito l'Archivio Processuale del Disastro della Diga del Vajont nel Registro Internazionale Memoria del Mondo, istituito nel 1992 al fine di preservare il patrimonio documentario che ha un valore fondamentale per la ricostruzione e la difesa della memoria collettiva. «Un impegno che dobbiamo alle numerose vittime, ai superstiti e a tutte le famiglie coinvolte nel disastro, per evitare il ripetersi di simili eventi e per il dovere morale di perseguire la giustizia», ha sottolineato l'Unesco.

«Di fronte a una tragedia di tale portata», ha aggiunto l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, «occorre assumere la responsabilità collettiva, scientifica, politica, industriale, economica e finanziaria affinché lo sviluppo del Paese sia sempre assicurato nel rispetto dell'ambiente, del funzionamento della natura e degli standard di sicurezza , in modo da preservare il bene supremo della vita umana».

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