Giorgia Meloni il 6 maggio in Friuli, Fedriga: «Riconoscimento alla storia di questa terra»
Il governatore Fedriga anticipa la presenza dei vertici dello Stato per il 6 maggio: «Mattarella non sarà solo». In programma l'omaggio alle vittime, il Consiglio regionale straordinario e la mostra organizzata dal Messaggero Veneto e gruppo Nem a Palazzo Elti

L’ufficializzazione ancora non c’è. Ed è attesa nel giro di qualche giorno. Ma l’anticipazione del presidente della giunta regionale Massimiliano Fedriga, durante la presentazione della maglia celebrativa dell’Udinese dedicata ai 50esimo del terremoto del 1976, ha fatto subito pensare a una sola persona.
Accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha già confermato la sua presenza, è attesa anche la premier Giorgia Meloni. Con lei anche il ministro a Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti.
Le parole di Fedriga
«Ci vediamo ovviamente sabato allo stadio – ha detto Fedriga – il 3 maggio a Gemona per le celebrazioni con il cardinale Matteo Zuppi, e il 6, sempre a Gemona, con il Consiglio regionale straordinario al quale parteciperà il presidente della Repubblica e non solo. Tra qualche giorno si scoprirà che Mattarella non sarà da solo».
Detto questo, Fedriga ha aggiunto, con una nota di orgoglio, altre frasi indicative: «Si tratta di un’ulteriore testimonianza di quanto l’attenzione rispetto alla storia di questa terra e a quanto questa terra rappresenta a livello nazionale venga riconosciuta dai massimi vertici istituzionali». Espressioni, quelle del governatore, che hanno fatto subito pensare al presidente del Consiglio Meloni. Una presenza, la sua, che darebbe ulteriore lustro a un appuntamento molto atteso da chi il terremoto l’ha vissuto sulla propria pelle, da chi in quei giorni drammatici è accorso, un po’ da tutta Italia, per dare una mano, da chi con i racconti e lo spartiacque dell’Orcolat ci è cresciuto.
L’organizzazione
La macchina organizzativa si è mossa già da tempo per l’arrivo di Mattarella, con il sopralluogo del cerimoniale del Quirinale che hà già effettuato un sopralluogo a Gemona. Ora che arriveranno anche Meloni e Giorgetti è chiaro che le misure di sicurezza dovranno essere ulteriormente rafforzate, con qualche aggiustamento anche per l’organizzazione in generale
. A cinquant’anni esatti dal terremoto che colpì il Friuli, causando 990 morti, oltre 3 mila feriti e più di centomila sfollati, Mattarella parteciperà alla seduta straordinaria del Consiglio regionale, che si svolgerà alle 17 al cinema teatro Sociale, nel cuore di Gemona, simbolo della ricostruzione. Con lui, ormai appare scontato, ci saranno pure il premier Meloni e il ministro Giorgetti.
Ma nel programma, ancora provvisorio, sono stati inseriti altri due appuntamenti tra i quali la visita della mostra organizzata dal nostro giornale a Palazzo Elti. Dopo l’atterraggio all’aeroporto militare di Rivolto, casa delle Frecce Tricolori, però, la prima tappa sarà al cimitero di Gemona, dove il presidente renderà omaggio alle vittime, accompagnato dal prefetto Domenico Lione, dal governatore Massimiliano Fedriga e dal sindaco di Gemona, Roberto Revelant. È immaginabile che in questo omaggio alle vittime del sisma ci sia anche Meloni.
Il ricordo
Il presidente della Repubblica prenderà la parola nel corso della seduta, come accaduto anche dieci anni fa a Udine, in occasione delle cerimonie per il quarantennale del sisma.
In quella circostanza Mattarella visitò Gemona e Venzone per poi raggiungere Udine dove, alla riunione del Consiglio regionale disse: «Un popolo non muore con il crollo delle case e il Friuli è vivo perché sono vivi i valori che ne costituiscono l’anima», prendendo in prestito le parole del commissario per il terremoto Giuseppe Zamberletti, che a sua volta intervenne. Concluso il Consiglio regionale Mattarella si sposterà a palazzo Elti dove sarà accolto dai vertici del gruppo Nem per visitare la mostra allestita attingendo dagli archivi del Messaggero Veneto (che compie ottanta anni), ma non solo.
Accanto alle foto dei professionisti dell’informazione che in quei giorni e nei mesi che seguirono, hanno cercato di documentare quanto accaduto per tramandarne la memoria, nel progetto curato dagli storici Roberto Chiarini ed Elena Pala, ci sarà anche il contributo dei nostri lettori che ci hanno inviato documenti e immagini per raccontare il dramma del terremoto e la ricostruzione che ne seguì.
«La celebrazione del 6 maggio rappresenta un momento solenne di memoria e riflessione – ha chiuso Fedriga – ma anche un’occasione per ribadire i valori di coesione, responsabilità e capacità di reazione che hanno caratterizzato la ricostruzione. Il terremoto ha segnato la nostra terra e le nostre comunità, ma da quella tragedia il popolo friulano ha saputo costruire un modello di rinascita e sviluppo riconosciuto e ammirato a livello internazionale».
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