Così la maturità divide l’Italia, Veneto e Fvg sotto media per 100 e lodi: i voti più alti al Sud

In Veneto il massimo dei voti è stato ottenuto dal 4,9 per cento dei diplomati, in Friuli-Venezia Giulia dal 5,2, contro una media italiana dell’8,2. Calabria, Puglia, Sicilia e Campania guidano la classifica

La redazione
Maturità: a Nordest meno cento e lodi rispetto al Sud
Maturità: a Nordest meno cento e lodi rispetto al Sud

La maturità divide ancora l’Italia. Non tanto nella percentuale di studenti che riescono a superare l’esame, quanto nei voti con cui concludono il percorso scolastico: Veneto e Friuli-Venezia Giulia si collocano sotto la media nazionale per numero di 100 e lodi, mentre le valutazioni più alte si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno.

In Veneto i diplomati con lode sono stati 523, in Friuli-Venezia Giulia 150. Ciò significa che la lode è stata assegnata all’1,4% dei diplomati veneti e all’1,7% di quelli del Friuli-Venezia Giulia, contro il 2,9% registrato a livello nazionale.

Si è fermato al 100 il 3,5% degli studenti in entrambe le regioni, mentre la media italiana è del 5,3%.

Sommando le due fasce, il massimo risultato è stato raggiunto dal 4,9% dei diplomati veneti e dal 5,2% di quelli del Friuli-Venezia Giulia, a fronte dell’8,2% italiano.

Più studenti nelle fasce intermedie

Generalmente i voti a Nordest non sono stati comunque bassi. La parte più consistente dei diplomati si concentra infatti nelle fasce intermedie. In Veneto il 31,8% ha ottenuto un voto tra 71 e 80 e il 18,8% tra 81 e 90. In Friuli-Venezia Giulia le percentuali sono rispettivamente del 30,3% e del 18,4%.

È però più elevata rispetto alla media italiana la quota di studenti collocati nella parte bassa della graduatoria. I voti tra 60 e 70 corrispondono al 34,5% in Veneto e al 35,5% in Friuli Venezia Giulia, a fronte del 30,1% nazionale. 

I dati delle due regioni sono in linea con quelli delle altre regioni settentrionali. I diplomati con 100 o 100 e lode rappresentano il 3,8% in Lombardia, il 4,6% in Trentino-Alto Adige, il 5,3% in Piemonte, il 5,7% in Liguria e il 5,9% in Emilia-Romagna.

Calabria e Puglia le regioni migliori

Brillano insomma gli studenti al Sud. In Calabria il 9,8% dei diplomati ha ottenuto 100 e il 6,1% anche la lode: complessivamente il 15,9%. Seguono la Puglia con il 13,8% di 100 e lodi, la Sicilia con il 12,7% e la Campania con il 12,3%.

Molto rappresentata anche la fascia compresa tra 91 e 99: raggiunge il 17,2% in Calabria, il 14,9% in Puglia, il 14,5% in Sicilia e il 13,7% in Campania. 

Il divario con il Nordest emerge anche dai valori assoluti. Dei più di 14.000 diplomati con lode censiti in Italia, circa 3.000 sono campani, più di 2.000 in Puglia, 1.900 circa in Sicilia e poco più di mille in Calabria. Considerando anche Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna, Mezzogiorno e isole raccolgono 8.876 lodi, quasi il 63% del totale nazionale

 In diminuzione i 100 rispetto allo scorso anno

Rispetto alla maturità del 2025, in Veneto e Friuli-Venezia Giulia diminuiscono soprattutto i 100 senza lode. In Veneto sono passati  dal 5,1 al 3,5%, mentre le lodi sono salite leggermente dall’1,3 all’1,4%. In Friuli-Venezia Giulia i 100 sono scesi dal 5,5 al 3,5% e le lodi sono rimaste stabili all’1,7%.

Anche a livello nazionale si è registrata la stessa diminuzione: i 100 sono passati dal 7,1 al 5,3%, mentre le lodi sono passate dal 2,8 al 2,9%. A crescere sono state soprattutto le fasce tra 71 e 90, segnale di uno spostamento verso valutazioni intermedie più che di un generale peggioramento degli esiti.

Il peso di istituti e licei

Va ricordato comunque che il confronto geografico non può essere considerato un giudizio di valore. La prova di Maturità varia infatti a seconda degli indirizzi.

Nei licei il 4,3% dei diplomati ottiene la lode e il 6,9% il 100; negli istituti tecnici le percentuali scendono rispettivamente all’1,6 e al 3,8%, nei professionali allo 0,7 e al 2,8%. Una regione con una maggiore presenza di liceali può quindi presentare più valutazioni alte rispetto a un territorio nel quale pesano maggiormente gli istituti tecnici e professionali.

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