Buttafuoco risponde alla Ue: «La Commissione come il lupo che mangia l’agnello. La Biennale non può sottostare»

Il presidente della Biennale si è espresso sul taglio di 2 milioni di euro di fondi dopo il caso Russia: «Noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi»

Camilla Gargioni
Pietrangelo Buttafuoco e Alberto Barbera
Pietrangelo Buttafuoco e Alberto Barbera

La Commissione Europea come il lupus in fabula di Fedro. Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha scelto la presentazione dell’83esima Mostra del cinema per togliersi qualche sassolino dalle scarpe sul taglio della Ue dei due milioni di euro di fondi per il caso Russia, ovvero il ritorno del padiglione russo alla Biennale Arte.

«Si è sfilato senza creare un impatto economico significativo, altrimenti detto baffo, il compagno di strada che oggi ci lascia in ragione di un punto tutto politico e figurarsi se culturale», afferma Buttafuoco.

«Ci lascia questo compagno di strada, ma Biennale non può sottostare: noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi. Noi siamo chiamati qui nella ricerca nel campo delle arti, ad obbedire ai loro desiderata verremmo meno a principi libertà espressione e autonomia che da 131 anni sono propri di questa istituzione».

Il presidente allora ripercorre i passaggi, le tre lettere della Ue che hanno portato allo scontro. «Ben tre lettere hanno avuto tre dettagliate risposte», mette nero su bianco Buttafuoco, «ripetevano le stesse domande come se non ci fossero mai state le puntuali risposte. E caro Alberto (riferito a Barbera, al suo fianco, direttore della Mostra del cinema, ndr), con Fedro potrebbe dirsi lupus in favola, superior stabat lupus».

Ecco la metafora, presa dalla nota favola, in cui il lupo so disseta al torrente dove più in basso c’è agnello, e il lupo accusa l’agnello di intorbidere acqua.

«La commissione europea è il lupo che invia la prima lettera», dice Buttafuoco, «l’Ue toglie i due milioni alla Biennale, e cito un titolo immagino scritto da Mattia Feltri sull’Huffington post “e dà sei miliardi in sei mesi a Putin”, ecco diventa torbida l’acqua. Ma superior stabat lupus, in una seconda lettera accusa l’agnello in una precisa data: ma l’agnello non era nato. E nella terza lettera taglia corto e se lo mangia: se non sei stato tu, allora è stato tuo padre. Il lupus in fabula converrete che ci sta tutto».

Fuor di metafora, Buttafuoco insiste: «In mancanza di motivazione contro la Biennale Arte, la commissione decide di punire la Biennale Cinema allora è chiaro, è colpa padre».

E conclude: «Troveremo un giudice a Berlino, ma intanto ecco: il tribunale di Fedro si è espresso. Questo è uno spazio creativo di vitale intensità: l’obiettivo è l’aiuto concreto ai giovani, al futuro, incoraggiamento dei loro sogni per costruire quella città che è la città dei poeti non certo quella della Commissione europea».

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