Mare mai così caldo: il golfo di Trieste ribolle
L’indagine dell’Ogs sulle temperature: superati i 32 gradi. Il valore più alto è stato registrato a Grado il 1° luglio dalla boa Malo1 recentemente installata

L’ondata di calore che ha interessato a più riprese in questo inizio d’estate il nostro territorio non ha risparmiato il mare. Anche le temperature delle acque hanno registrato livelli senza precedenti soprattutto nel golfo di Trieste diventato una sorta di catino bollente. I picchi rilevati, nei giorni scorsi, nelle acque costiere del Friuli Venezia Giulia hanno superato i 32 gradi.
Il monitoraggio eseguito minuto per minuto nelle acque costiere e lagunari attraverso la rete di sistemi osservativi attivi nel Golfo di Trieste, gestita dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), si è trasformato in un valido supporto anche per la Protezione Civile regionale. L’obiettivo è fornire riscontri in tempo reale per consentire programmazioni altrettanto puntuali in previsione di altre ondate di colare attese per la prossima settimana. Nei giorni scorsi i termometri delle boe oceanografiche dell’Osservatorio marino Golfo di Trieste hanno registrato picchi termici significativi soprattutto a Grado e a Miramare.
«La temperatura superficiale più elevata è stata registrata lunedì 29 giugno dalla boa oceanografica Malo1, installata di recente nella laguna di Grado, dove l'acqua ha toccato i 32.12 gradi», si legge in una nota dell’Ogs, attraverso la quale l’istituto di ricerca comunica che «temperature particolarmente elevate hanno interessato anche il mare aperto. Al limite dell’area marina protetta di Miramare, la storica boa meteo-oceanografica Mambo1 (operativa fin dal 1999) ha misurato una temperatura massima di 28.34 gradi nella giornata del primo luglio». Di fronte a questi numeri la domanda che sorge spontanea non può che essere indirizzata verso le conseguenze che possono determinare tali picchi sulle specie marine.
«Temperature così elevate possono ridurre la disponibilità di ossigeno disciolto nell’acqua, mettere in difficoltà molte specie marine adattate ad acque più fredde e favorire l’espansione di specie provenienti da aree più calde» spiegano i ricercatori nel ricordare che «il monitoraggio continuo permette di seguire questi cambiamenti, comprenderne gli effetti sugli ecosistemi marini e fornire dati utili alla ricerca, alla gestione dell'ambiente e alle attività di protezione civile.
«L’accesso libero e costante ai dati della rete del golfo di Trieste permette non solo agli scienziati, ma a tutta la cittadinanza, di seguire in diretta l’evoluzione dei parametri marini, tra cui, temperatura, salinità, ossigeno disciolto, clorofilla e torbidità, e comprendere cosa sta accadendo al nostro ecosistema», spiega Alessandra Giorgetti, responsabile del Centro nazionale di dati oceanografici dell’Ogs. L’obiettivo è quello di fotografare il cambiamento in tempo reale.
«Il monitoraggio continuo è il frutto di un lavoro sinergico che coinvolge diverse competenze multidisciplinari dell’Ogs: dalla gestione e manutenzione della strumentazione in situ, al controllo del flusso dei dati in tempo reale, fino alla loro validazione e visualizzazione sul geoportale», sottolinea anche Marina Lipizer, oceanografa dell’Ogs, mentre Cosimo Solidoro, direttore della sezione di oceanografia dell’istituto, precisa: «L’Osservatorio marino del golfo di Trieste è un osservatorio integrato per il monitoraggio continuo delle dinamiche meteo-oceanografiche costiere. L’infrastruttura è nata dall’integrazione di più sistemi osservativi operanti nell’area, che garantiscono un continuo flusso di dati meteo-oceanografici: fisici, chimici e biogeochimici, a cui si aggiunge un’attività pluridecennale di campionamento in situ e una parte modellistica».
Oltre ad assicurare un servizio per il territorio, questa attività scientifica contribuisce all’avanzamento delle infrastrutture di ricerca europee Jeri-Co-Ri, dedicata all’osservazione dei sistemi costieri, e Danubius-Ri, focalizzata sui sistemi fluviali e marini. Lo sviluppo di questa rete e del geoportale è supportato e finanziato anche dai progetti Pnrr Itineris (Italian Integrated Environmental Research Infrastructures System) e Pnrr-iNest (Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem). Tutti possono accedere ai dati riportati in modo semplice e immediato sul geoportale dei dati marini, recentemente aggiornato e potenziato con intuitive modalità di visualizzazione.
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