Specie aliene nei mari, contro la minaccia nasce a Trieste il primo impianto mobile d'Italia
Pure Ballast entra in funzione tra Trieste e Monfalcone per purificare le acque di zavorra delle navi ed evitare l'invasione di microrganismi e granchi blu

Quasi 90 specie animali aliene sono già state rilevate nel golfo di Trieste, 217 nell’intero Adriatico e circa 1.100 nel Mediterraneo. Almeno la metà sarebbe arrivata attraverso il traffico navale. In questo scenario entra in servizio Pure Ballast, il primo e finora unico impianto mobile italiano destinato al trattamento delle acque di zavorra delle navi. La soluzione, realizzata e gestita da Itelyum Sea Fvg, è disponibile nei porti di Trieste e Monfalcone e può essere trasferita direttamente in prossimità delle banchine d’attracco delle navi.
Le acque di zavorra vengono imbarcate o scaricate per assicurare stabilità, assetto e sicurezza agli scafi. Ma insieme all’acqua possono viaggiare larve, batteri, microrganismi e altre forme di vita, trasferite anche a migliaia di chilometri dall’ecosistema d’origine. Una volta rilasciate, alcune specie riescono a insediarsi, competere con quelle autoctone e modificare gli equilibri degli habitat locali. Lo spauracchio più recente per l’Adriatico è l’ormai famigerato granchio blu, che sta impattando in modo negativo su pesca e allevamento ittico.
Il problema è riconosciuto da decenni e ha portato l’International Maritime Organization ad adottare la Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra. Pure Ballast nasce dall’esigenza di limitare il fenomeno. Il sistema sta in un container e può trattare fino a 300 metri cubi d’acqua all’ora. Il processo combina filtrazione e raggi ultravioletti, rimuovendo o neutralizzando particelle, organismi e microrganismi senza impiegare sostanze chimiche. L’acqua viene restituita con caratteristiche conformi agli standard internazionali. Il sistema è stato collaudato alla presenza dell’Autorità marittima, dell’Autorità portuale, della Regione e di Arpa Fvg.
«La tutela della biodiversità marina e la prevenzione dell’introduzione di specie invasive rappresentano una sfida globale che richiede strumenti concreti e innovativi. Con l’entrata in servizio di Pure Ballast mettiamo a disposizione del territorio una tecnologia unica nel panorama nazionale, capace di coniugare efficienza operativa e protezione dell’ambiente», ha dichiarato Alessandro Bullo, amministratore delegato di Itelyum Sea Fvg.
La società triestina è l’erede del gruppo Crismani, realtà con oltre mezzo secolo di attività nei servizi ambientali e portuali, acquisita da Itelyum nel 2022. È concessionaria per la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi nei porti di Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro, operando inoltre nella pulizia degli specchi acquei, nel pronto intervento antinquinamento e nelle bonifiche industriali. Gestisce anche impianti per il trattamento delle acque di sentina e delle emulsioni acqua-olio, sistemi mobili per il soil washing e per la separazione di solidi, liquidi e oli.
Itelyum Sea Fvg è inserita nel perimetro di Itelyum Group. La società triestina vanta un fatturato 2025 pari a 16, 5 milioni di euro. Il risultato operativo è passato da una perdita di 283.000 euro a un utile di 679.000. Sommando al risultato operativo ammortamenti e svalutazioni, il margine operativo lordo ricavabile dai dati di bilancio può essere stimato in circa 2, 5 milioni, contro 1, 5 nel 2024. Ripresa collegata soprattutto all’aumento delle pulizie industriali per partner quali Abs, Stabilimenti Friuli e Ferriere Nord, nonché allo sviluppo dei servizi di raccolta e trattamento dei residui navali a Trieste e Monfalcone.
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