La Grande Fabbrica racconta Monfalcone: dentro al Museo della Cantieristica

Una storia di oltre cento anni, che si identifica con il cantiere navale. Linguaggi multimediali, realtà immersiva, installazioni visive e sonore per scoprire l’unico spazio museale in Italia dedicato alla storia della costruzione navale industriale

Margherita Reguitti
Una sala del Museo della Cantieristica
Una sala del Museo della Cantieristica

Da oltre cento anni la storia di Monfalcone, polo industriale in provincia di Gorizia, estremo lembo a nord dell’Adriatico, si identifica nel suo cantiere navale, quello che tutti chiamano la Grande Fabbrica. Una lunga storia ha portato la città a vedere il varo di tutto ciò che solcava e solca il mare. Dai primi piroscafi della famiglia Cosulich alle prestigiose grandi navi da crociera di Fincantieri, passando per sommergibili e navi da guerra di grande impatto bellico e tecnico.

Una storia di tecnologia, energia e lavoro oggi ampiamente ben raccontata in modo classico da documenti, fotografie, testimonianze, modelli di navi, opere d’arte di artisti importanti e oggetti della quotidianità a bordo e in cantiere, esposti nel Museo della Cantieristica del quartiere di Panzano. Il tutto con la contemporaneità immersiva dei linguaggi multimediali, con installazioni visive e sonore nel cuore della company town attiva e vissuta dai primi anni del secolo scorso, dove la memoria della fabbrica è diventata un’esperienza da vivere.

Il museo si trova in via del Mercato 3, nel cuore del complesso urbanistico, di fronte all’attuale ingresso di Fincantieri ed è stato inaugurato nel 2017 dopo un lungo intervento di restauro e adeguamento di quello che era l’ex Albergo operai, alloggi per i lavoratori celibi. L’edificio è uno dei simboli più significativi dell'architettura sociale e industriale del Novecento in regione e fu inaugurato nel 1922.

Un'imponente superficie di 11.400 mq, 700 camere, che comprendeva mensa, bar, biblioteca, sala da gioco e altri servizi. Voluto dai fratelli Cosulich, fondatori del Cantiere Navale Triestino di Monfalcone, su disegno dell'ingegnere Dante Fornasir (Cervignano del Friuli, 1882 – 1958) responsabile dell’edilizia dell’intero complesso, laureato al Politecnico di Vienna nel 1908, che diede all’edificio un’impronta architettonica monumentale e mitteleuropea.
Il percorso museale, unico in Italia dedicato alla storia della costruzione navale industriale, pone particolare attenzione sia all'evoluzione tecnologica sia alle esperienze quotidiane di operai, tecnici e comunità locale. L'approccio nel percorso e allestimento privilegia il racconto delle persone che qui lavoravano, oltre agli aspetti tecnici dell’attività produttiva.

Nelle diverse sale si percorrono i tempi della nascita e dello sviluppo del cantiere con la trasformazione della città, le tecniche di costruzione navale e evoluzione della produzione anche di aerei e idrovolanti, con particolare attenzione al design degli interni delle navi e all'arte del Novecento, con opere di artisti come Zoran Mušič, Marcelli Mascherini e Vito Timmel.

Il tutto in un allestimento che mette in dialogo antico e moderno, con ricostruzioni 3D, realtà aumentata, tunnel sensoriale e un simulatore di gru. Strumenti per sperimentare in modo diretto il lavoro nel cantiere. Non manca un percorso sulla storia dell’edifico in un contesto di museo diffuso dell’intero insediamento urbano. Una visione sul contesto storico-sociale per comprendere la storia di Fincantieri e delle sue radici a Monfalcone.

Oggi l’ex Albergo operai, che negli anni ‘20 visse il periodo di massimo splendore incarnando il modello di welfare aziendale diremmo di casa, lavoro e tempo libero, è una sede polifunzionale che oltre al Nuovo Albergo Operai, struttura ricettiva, ha una destinazione di uffici, aree espositive e congressuali e attività commerciali.

Sabato 3 ottobre nel Museo alle 16.30 si terrà un’attività di laboratorio dal titolo “Non le credevano fatte d’argento” con partecipazione libera fino a esaurimento dei posti con prenotazione gradita via mail (prenotazione.mess@regione.fvg.it) o telefonando allo 0432 235757.

Per informazioni sull’attività si può contattare chiara.mistelli@comune.monfalcone.go, così come consultare il sito ufficiale www.mucamonfalcone.it, telefono 0481 494901, info@mucamonfalcone.it, o www.turismofvg.it. La visita è aperta al pubblico nei giorni di venerdì, sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18, con possibilità di visite guidate su prenotazione, costo del biglietto 7 euro. Un progetto espositivo e di custodia della memoria del patrimonio storico del territorio che mostra e valorizza come innovazione, lavoro e trasformazioni sociali si siano intrecciati nel corso del tempo nel punto più a nord dell’Adriatico affacciato sulla baia di Panzano.

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