Autunno a Valsanzibio: il giardino del Seicento mette in scena i nuovi colori
Nel Giardino Monumentale di Valsanzibio il fascino del foliage nasce dal contrasto fra i gialli, i rame e i rossi che affiorano tra i sempreverdi. Già dal monumentale Padiglione di Diana, un tempo approdo delle barche che raggiungevano attraverso la valle di Sant’Eusebio la tenuta ai piedi dei Colli Euganei, l’acqua riflette i colori dell'autunno

Nel Giardino Monumentale di Valsanzibio il fascino del foliage nasce dal contrasto fra i gialli, i rame e i rossi che affiorano tra i sempreverdi. Dodici ettari di alberi, siepi, viali, acque e architetture vegetali compongono il grande giardino seicentesco, dove oltre ottocento alberi di più di cento essenze scandiscono un percorso allegorico dall’Ignoranza alla Rivelazione.
È ancora quel cammino di salvezza a dare la direzione alla visita, ma tra ottobre e novembre cambiano la luce, le trasparenze delle chiome e il rapporto fra le architetture vegetali.
Il primo impatto
Già dal monumentale Padiglione di Diana, un tempo approdo delle barche che raggiungevano attraverso la valle di Sant’Eusebio la tenuta ai piedi dei Colli Euganei, l’acqua che domina l’inizio del percorso di purificazione riflette in peschiere e fontane i colori fugaci della vegetazione d’autunno.
Poi la luce cambia nei Viali Ombrosi, in cui gli antichi carpini bianchi (il settanta per cento ha più di 350 anni) formano vere gallerie vegetali: le chiome passano dal verde al giallo oro, all’ocra e al bruno e, facendosi più rade, lasciano i viali coperti di foglie.
Nel Labirinto il verde torna invece a dominare: quasi un chilometro e mezzo di percorso fra circa seimila bossi, in gran parte seicenteschi, che formano pareti alte fino a quasi tre metri. È la prova del cammino verso la salvezza, affidata a bivi, vicoli ciechi e false direzioni tra le quali trovare la propria via, mentre sopra il disegno regolare delle siepi affiorano le chiome gialle e aranciate degli aceri e dei carpini dei viali circostanti.
Usciti dal Labirinto, la Grotta dell’Eremita segna il passaggio dalla ricerca terrena a quella spirituale: un luogo appartato, scavato nel verde, dove le chiome più rade scoprono tronchi, pendii e intrecci di radici.
Il platano e il viale
Presso la grotta, il grande platano di oltre 360 anni vira al giallo e al bruno; poco più in là, i due faggi penduli, uno dei quali di circa tre secoli, si scaldano di bronzo, rame e rosso, mentre i tassodi virano all’arancio e alla ruggine prima di spogliarsi.
Più avanti, ai lati del Gran Viale, l’Isola dei Conigli e il Monumento al Tempo mettono in scena due condizioni opposte e complementari. L’isola racconta la condizione terrena dell’uomo, nei limiti dello spazio e del tempo: il fossato ne segna i confini, mentre la prolificità dei conigli allude alla continuità della vita attraverso le generazioni. E quasi a rafforzarne l’immagine, resta dominata dal verde perenne delle grandi magnolie, dei Cedri della California – uno dei quali piantato intorno al 1665 – e del tasso di oltre novecento anni, considerato il più antico albero di Valsanzibio.
Il ruolo di Cronos
Sul lato opposto del percorso, il Monumento al Tempo introduce invece la dimensione trascendente. Cronos, vecchio e alato, si appoggia alla clessidra e porta sulle spalle un dodecaedro, dodici facce come i mesi dell’anno; in questo periodo emerge fra chiome che virano dal giallo oro all’arancio e all’ocra, come se anche il loro mutare lo aiutasse a scandire il passaggio delle stagioni.
Il cammino sale infine lungo i sette gradini della Scalea del Sonetto e si apre nel Piazzale delle Rivelazioni, proprio di fronte alla villa.
«Qui il Sol splendenti i raggi suoi comparte», recita uno dei versi scolpiti sulla scala, e proprio la luce sembra dilatare quest’ultima scena del percorso: la lagerstroemia ultrabicentenaria si accende di rosso sopra il disegno geometrico dei bossi e dei prati, mentre la Fontana delle Rivelazioni raccoglie i riflessi e il giardino si apre finalmente alla sua prospettiva più ampia, luminosa e, nei colori dell’autunno, irresistibile.
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