Lo sguardo dark prestato alle fiabe nella poesia “simbolista” di Carol Ann Duffy

Prima donna e prima autrice nata in Scozia a ricoprire la più prestigiosa carica poetica britannica – dal 2009 Poeta Laureato del Regno Unito – sarà presente a Pordenonelegge il 18 settembre (Auditorum della Regione, alle 19)

Mary B. Tolusso

Sono pochi gli autori che sanno declinare l’humor nero alla letteratura per l’infanzia. Indubbiamente viene in mente Roald Dahl. Ma subito dopo c’è il nome di Carol Ann Duffy che negli ultimi anni ha dedicato parecchi versi all’età verde. Certo Duffy è autrice flessibile, in fondo le sue raccolte possono essere lette da adulti e bambini, merito di una visionarietà che arricchisce le metafore pur rimanendo, per lo più, in una dimensione di scrittura lineare. D’altra parte lei stessa ha dichiarato: «Mi piace usare parole semplici, ma in modo complicato».

Prima donna e prima autrice nata in Scozia a ricoprire la più prestigiosa carica poetica britannica – dal 2009 Poeta Laureato del Regno Unito – Carol Ann Duffy sarà presente al Festival Pordenonelegge domani 18 settembre (Auditorum della Regione, ore 19) in conversazione con la poetessa Isabella Leardini, nonché traduttrice con Giorgia Sensi dell’ultimo libro in versi “L’invenzione della pioggia” (Vallecchi, pag. 94, euro 16). E la pioggia, richiamata dal titolo, può essere interpretata come un’immagine simbolica. È qualcosa di naturale e quotidiano, ma può indicare anche malinconia, rinnovamento, cambiamento e purificazione. Proprio questo è uno degli aspetti più interessanti della poesia di Duffy: gli elementi della vita ordinaria non sono mai solo ciò che sembrano, ma possono diventare simboli di emozioni più profonde. Lo dice la sua poetica, sempre tesa a evocare tematiche quali l’identità, la memoria, il bene, il male e l’amore soprattutto. Ma attenzione, Duffy non ci mette a parte dei soliti aspetti romantici, anzi, l’amore va ad evocare i lati più complessi: il desiderio, la distanza, la perdita, la gelosia, la solitudine e il ricordo. Basti leggere le ambigue conversazioni nel testo “Le api della regina”. Un altro elemento che distingue la sua scrittura, perché appunto i rapporti tra gli individui non sono quasi mai limitati alla sfera dell’umano. Nella poesia di Duffy può accadere che una bambina sia innamorata di un albero e che sia ricambiata. O che si elegga la migliore amica della Luna, paradossalmente incontrata sui banchi di scuola. E poi c’è il lato oscuro, lo sguardo più dark prestato alla fiaba, trasformandola in favola nera. Per cui nessuna meraviglia se la notte diviene una coperta o se la morte sfila tra le mani dei bambini. Se il coraggio è quello che ci vuole perché un amore divenga assoluto, Duffy non dimentica di elencare tutt’altra serie di vizi come l’avidità o l’egoismo, sempre in punta di penna con un sottile humor nero. Le sue eroine di fatto sembrano adulte e si amalgamano nei ritratti di regine, sirene e fantasmi, merito anche delle sensuali illustrazioni di Elizabeta Keci.

Ma ciò che forse distingue questa personalissima scrittura è proprio l’uso delle immagini e delle metafore, anche la più semplice quotidianità rimanda sempre a particolari stati d’animo che così divengono “visivi”. La stessa poesia diviene un tema. Non a caso “Le parole della poesia sono chiodi / che fissano la pagina al vento” oppure “note brevi / riempite con la luce della luna piena che hai visto / dalla finestra...” o ancora “reti da pesca / che acchiappano pesciolini da un torrente” e molti altri esempi. Insomma la stessa poesia viene piegata ad essere il soggetto del testo, non solo in teoria. Il linguaggio diventa metaletterario, come ne “La Regina Scritta” che non può non ricordare “La gioia di scrivere” di Wislawa Szymborska.

Molta è quindi l’attesa per l’arrivo di Carol Ann Duffy, una delle più importanti autrici della poesia internazionale, per la sua ironia fiabesca, la capacità di inoltrarsi in un universo visionario, eppure concreto, per il rapporto tra realtà e immaginazione. Soprattutto per l’abilità di lasciare spazio all’interpretazione personale del lettore, senza mai offrire risposte definitive.

Riproduzione riservata © il Nord Est