Una legge regionale per regolare l’AI: il Friuli Venezia Giulia si muove, è tra i primi in Italia
La proposta arriva dal gruppo di Fratelli d’Italia: prevede un piano triennale, un comitato tecnico-scientifico, sostegno alle imprese e l’istituzione di una settimana per aumentare la consapevolezza

Un piano regionale triennale per definire le priorità sul tema dell’AI, un comitato tecnico-scientifico per aiutare la politica a orientarsi, informazioni corrette, verificate e pubblicamente accessibili per il cittadino, sostegno alle imprese e l’istituzione di una settimana per aumentare la consapevolezza su questa tecnologia.
Questi sono i principali punti della proposta di legge regionale, a prima firma del consigliere Igor Treleani e siglata da tutto il gruppo a cui appartiene, FdI, per «accompagnare l’innovazione senza subirla, valorizzandone le opportunità e governandone le criticità» tenendo «la persona al centro».
L’iter
La bozza di norma ha iniziato mercoledì il suo percorso in Commissione con l’illustrazione del provvedimento. Insomma, governare l’AI prima che lo strumento governi la società, con riflessi pesanti sul mondo del lavoro, delle amministrazioni e dell’opinione pubblica ora è un tema ufficialmente entrato a far parte del dibattito politico del Friuli Venezia Giulia, che potrebbe diventare una delle prime Regioni a mettere paletti per arginare eventuali danni e rendere più accessibili e democratiche le opportunità che lo strumento può aprire.
Perché è sì questione di grandi interessi geopolitici ed economici ma incide già nelle comunità locali. In un confronto che Treleani ha auspicato sia «il più ampio possibile», il progetto di legge sarà oggetto di lavoro dell’assemblea legislativa.
L’assessore regionale ai Sistemi informativi, il leghista Sebastiano Callari ha definito lo sforzo dei consiglieri «lodevole e coraggioso», ma ha invocato cautela rispetto a una «ingordigia legislativa» che rischia «di ingessare un sistema che ha bisogno di semplificazione e flessibilità» e ha promesso il contributo della giunta.
L’origine
Il gruppo di Fratelli d’Italia ha intercettato una bisogno sul tema dell’AI e ha promosso uno stanziamento di 1 milione nella legge di Stabilità 2026 per un bando dedicato a pmi e professionisti per dotarsi di strumenti di AI e accedere a formazione. «Nel giro di 12 giorni il bando è stato fermato perché ha ricevuto richieste per 6 milioni», ricorda Treleani.
Insomma, un segnale di una forte necessità. L’idea dunque è stata di scandagliare la questione ulteriormente. Anche perché, per l’esponente meloniano, la regione «ha tutte le caratteristiche per diventare un territorio di riferimento nell’applicazione responsabile dell’intelligenza artificiale: università e centri di ricerca di eccellenza, una pubblica amministrazione fortemente digitalizzata e un tessuto imprenditoriale dinamico e aperto all’innovazione».
Nel redigere il testo dunque, spiega Treleani, c’è stato un confronto con l’Università di Udine e con AgorAI, il progetto – nella cui governance è entrata anche la Regione – promosso da Generali a Trieste per creare un polo avanzato di ricerca applicata e di base e di formazione sull’AI.
I punti
Nei Comuni sotto pressione per mancanza di personale così come in molte aziende c’è certamente chi già usa sistemi di AI in maniera “artigianale” e senza salvaguardie su dati sensibili. Ecco dunque che la legge si propone di «istituire un registro dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzata dalla pubblica amministrazione» e pure «una piattaforma dedicata alla formazione, all’informazione e alla diffusione delle competenze», spiega Treleani.
La Regione metterà a disposizione dei dipendenti del comparto unico e dei cittadini risorse vagliate e verificate. Viene confermato e reso strutturale il sostegno economico alle piccole, medie e micro imprese del Fvg per inserire nei loro processi l’AI.
Un punto chiave della legge, per Treleani, è poi l’introduzione di un comitato tecnico scientifico, che sarà composto da «esperti del mondo accademico, produttivo e sociale», con particolare attenzione all’etica.
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