Dalla consulenza a un ecosistema integrato: Quin festeggia 15 anni e accelera la crescita

La società di consulenza e tecnologia di Udine punta su sviluppo organico e acquisizioni per ampliare il perimetro del Gruppo, rafforzare le competenze su processi, dati e intelligenza artificiale e aprirsi a nuove aree come la cyber security.
“In 15 anni siamo cresciuti molto e per il futuro l'obiettivo è creare una piattaforma in cui innestare altre realtà capaci di coprire nuovi ambiti. Vogliamo garantire al cliente finale un'unica gestione, un vero e proprio ecosistema di competenze, capace di integrare process engineering, data analytics e decision intelligence”. A delineare la direzione dei prossimi anni è Fabio Valgimigli, amministratore delegato di Quin.
Nata nel 2011 come realtà specializzata nell’innovazione dei processi e nell’adozione di strumenti per operations e supply chain, Quin ha esteso progressivamente il proprio raggio d’azione, mantenendo una linea coerente. Non inseguire la digitalizzazione come fine a sé, ma usarla per risolvere problemi concreti di pianificazione, produzione, qualità, performance e governo dei dati nelle imprese manifatturiere. È questo orientamento ad aver definito il profilo della società: un partner per le imprese, in grado di coniugare consulenza strategica ed esecutiva, intervenendo su organizzazione, qualità dei dati e capacità decisionale, fino alla messa a terra delle iniziative. Fondata da Fabio Valgimigli e Germano Fogolin, Quin è oggi alla guida di un Gruppo che impiega 140 persone con 17 milioni di fatturato. E nei prossimi 5 anni punta a raddoppiare i ricavi.
“Abbiamo consolidato l'idea iniziale di business e l'abbiamo testata sul mercato con risultati significativi – spiega Valgimigli -. Oggi vogliamo essere sempre più un riferimento per il manifatturiero, l'industria italiana e in generale per la media impresa, aiutandole a restare competitive sul mercato. Il nostro elemento distintivo è da sempre la conoscenza dei processi e dei modelli di business delle aziende. Partiamo sempre da lì, per poi introdurre tecnologie innovative ove e quando serva. La cosa più sbagliata che un'azienda possa fare è pensare che basti adottare un nuovo software per migliorare le performance o diventare più competitivi”.

Nel corso degli anni l'ingresso di fondi di private equity o investitori industriali nel capitale sociale di Quin ha contribuito a rafforzare la solidità finanziaria, la capacità di integrare acquisizioni e l’evoluzione della governance. A inizio anno Friulia, la finanziaria regionale del Friuli Venezia Giulia, è entrata nella compagine societaria. La recente trasformazione in società per azioni rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di consolidamento e sviluppo. Tutto questo ha creato una base concreta per sostenere l’evoluzione del Gruppo, anche per linee esterne.
In questo periodo le aziende sono subissate di novità tecnologiche, in particolare legate al mondo dell'AI. “Sul fronte dell'intelligenza artificiale si stanno bruciando le tappe, ma si rischia anche di bruciare molti capitali – spiega Valgimigli -. Per le aziende questa è una grossa incognita, perché rischiano di intraprendere una strada che non lascia certezze e offre poca prevedibilità sui costi. Il nostro ruolo è fondamentale: guidare le aziende nel collegare le opportunità tecnologiche alle priorità di business. L’AI consente di rendere visibili inefficienze, mentre la business intelligence aiuta a leggere i dati in modo più chiaro. Ma nessun software, da solo, risolve i problemi. Funziona quando è inserito in un contesto coerente, con riferimenti chiari e obiettivi definiti. Il punto non è introdurre strumenti, ma migliorare la capacità dell’azienda di decidere e di agire”.
Quin, con sede operativa a Udine e uffici a Milano, Firenze e Cesena, supporta le imprese nei punti in cui decisioni, dati e processi incidono sulla capacità competitiva lungo l’intera catena del valore. Il percorso parte dalla definizione delle priorità strategiche, traducendole in assetti operativi tra digitalizzazione e sostenibilità. Sul fronte industriale, il lavoro si concentra sull'eccellenza dei processi core, dalla pianificazione alla produzione e alla gestione integrata della supply chain, per ridurre la variabilità e aumentare l'affidabilità. Quin implementa poi soluzioni tecnologiche per garantire continuità e coerenza ai flussi informativi tra fabbrica e sistemi aziendali, integrando intelligenza artificiale e data analytics a supporto del decision making.
La società guarda ai prossimi 3-5 anni puntando ad arrivare a una trentina di milioni di fatturato, mantenendo la marginalità attuale. Il mercato è principalmente italiano, ma ci sono progetti e implementazioni anche all'estero (Stati Uniti ed Europa, in particolare) per supportare le aziende italiane che si espandono oltreconfine. “A livello aziendale siamo anche molto attenti a cercare opportunità di crescita esterna tramite operazioni di M&A, che si affiancano alla nostra crescita organica - conclude l'ad di Quin -. Ormai siamo un gruppo e la nostra idea è creare un hub sempre più ampio al quale aggiungere altre realtà capaci di coprire nuove aree, anche nell'ambito della cyber security. Vogliamo offrire al cliente finale un'unica gestione, e una piattaforma che possa aggregare specializzazioni diverse, per garantire un percorso coerente e migliorare le performance aziendali”.
Nei giorni scorsi Quin ha celebrato i suoi primi 15 anni con un evento a Villa Merlo Dragoni a Lovaria (Udine). Alla serata hanno partecipato oltre un centinaio di persone, che hanno accompagnato il percorso dell’azienda dalla sua fondazione a oggi - tra dipendenti, partner, professionisti e clienti provenienti da tutta Italia. Presenti all’evento anche il direttore generale di Confindustria Udine Michele Nencioni e il capogruppo Telecomunicazione e Informatica Cristian Feregotto, che hanno consegnato a Fabio Valgimigli il riconoscimento dell’Associazione degli Industriali per il contributo di Quin all’innovazione e la partecipazione alla vita associativa.

Riproduzione riservata © il Nord Est
