Con COMET ARC nasce in Carinzia un centro unico in Europa per la ricerca sui sistemi autonomi e resilienti

A Klagenfurt nascerà un nuovo centro di ricerca dedicato allo sviluppo di tecnologie capaci di rendere infrastrutture, processi industriali e sistemi connessi più sicuri, autonomi e resistenti a crisi, guasti e shock esterni. Con il progetto COMET ARC – Autonomic Resilience in Dynamic Networked Systems, coordinato dai Lakeside Labs, la Carinzia rafforza il proprio ruolo come ecosistema europeo per l’innovazione applicata e la ricerca industriale.
Il centro entrerà in attività a partire da gennaio 2027, con un budget di 22,8 milioni di euro e un programma di ricerca della durata prevista di otto anni. Il progetto porterà inoltre alla creazione di circa 30 nuovi posti di lavoro altamente qualificati presso Lakeside Labs e Università di Klagenfurt, consolidando il legame tra competenze scientifiche, sviluppo tecnologico e applicazioni concrete per le imprese.
Il programma COMET – Competence Centers for Excellent Technologies è uno degli strumenti principali con cui l’Austria sostiene la ricerca di eccellenza all’intersezione tra mondo scientifico e sistema economico. Finanziato dal governo federale insieme ai Länder, alle imprese e agli enti di ricerca, il programma promuove progetti capaci di trasformare conoscenza scientifica in innovazione applicata. L’assegnazione del nuovo centro ai Lakeside Labs rappresenta quindi un riconoscimento significativo per la Carinzia, che si è affermata in una selezione competitiva e porta sul territorio un progetto definito unico a livello europeo nel campo della resilienza dei sistemi dinamici e interconnessi.
Il tema al centro di ARC è destinato ad assumere un peso crescente per imprese, territori e infrastrutture critiche. Blackout, eventi meteorologici estremi, cyberattacchi, crisi geopolitiche o interruzioni delle catene di fornitura mostrano quanto sia importante disporre di sistemi capaci di resistere agli shock, recuperare rapidamente la propria funzionalità e apprendere dagli eventi critici. La resilienza tecnologica diventa così una leva strategica non solo per la sicurezza, ma anche per la competitività e la continuità operativa.

La visione del centro è sviluppare sistemi in grado di reagire in modo semiautonomo a disturbi e anomalie, attraverso meccanismi di protezione, ripristino e adattamento. Non si tratta però di sostituire integralmente l’intervento umano: ARC adotterà un approccio human-in-the-loop, in cui le decisioni essenziali restano affidate alle persone, mentre le tecnologie supportano prevenzione, analisi, risposta e recupero.
Gli ambiti di applicazione sono concreti e trasversali. Il progetto lavorerà, ad esempio, su reti energetiche capaci di riconoscere e compensare anomalie, processi produttivi in grado di autoregolarsi, sistemi di trasporto e logistica progettati per rispondere meglio a interruzioni e vulnerabilità. Energia, industria, mobilità e infrastrutture critiche diventano così campi di sperimentazione per tecnologie destinate ad avere un impatto diretto sulla sicurezza dei sistemi e sulla competitività delle imprese.
“In ARC, ricerca di base e ricerca applicata saranno strettamente integrate: porteremo avanti lo sviluppo scientifico delle tecnologie e del management della resilienza e, allo stesso tempo, svilupperemo soluzioni per le sfide concrete delle aziende partecipanti, con l’obiettivo di rafforzarne la competitività”, spiega Christian Bettstetter, direttore scientifico dei Lakeside Labs e professore presso l’Istituto di Sistemi Connessi e Integrati dell’Università di Klagenfurt.
Uno degli elementi distintivi del progetto è proprio il collegamento tra ricerca e industria. Il consorzio comprende 18 aziende nazionali e internazionali, con un focus particolare su approvvigionamento energetico e industria, insieme a partner scientifici europei e ulteriori partner associati. Operatori di infrastrutture, imprese manifatturiere, system integrator e fornitori di soluzioni tecnologiche contribuiranno al programma con competenze, risorse e casi applicativi.
Il lavoro scientifico farà leva anche su tecnologie come intelligenza artificiale, sistemi di raccomandazione e intelligenza di sciame, con l’obiettivo di individuare nuovi approcci alla resilienza. Il centro analizzerà inoltre il rapporto tra resilienza tecnologica e resilienza organizzativa, un aspetto sempre più rilevante per aziende chiamate a gestire sistemi complessi, processi digitalizzati e contesti operativi esposti a rischi esterni.
Secondo quanto presentato dai promotori, ARC partirà da una base progettuale già strutturata, con 16 progetti di ricerca elaborati nell’ambito del nuovo centro. I temi prioritari riguarderanno in particolare reti energetiche, produzione industriale e organizzazioni, con attenzione anche a eventi inattesi e scenari difficili da prevedere. È proprio in questi contesti che la capacità di adattamento dei sistemi può fare la differenza tra interruzione e continuità.
La sede del centro sarà nei Lakeside Labs di Klagenfurt, realtà con una lunga esperienza nella ricerca applicata e nella gestione di progetti finanziati. Il collegamento con l’Università di Klagenfurt rafforza ulteriormente la dimensione scientifica del programma, mentre il coinvolgimento delle imprese assicura un orientamento verso risultati trasferibili nei processi produttivi, energetici e logistici.
Per la Carinzia, COMET ARC rappresenta un nuovo tassello in un percorso di posizionamento fondato su innovazione, competenze tecnologiche e collaborazione tra ricerca, industria e istituzioni. Un modello che guarda alla competitività europea partendo da un territorio compatto, ma capace di attrarre progetti di ricerca ad alto contenuto tecnologico e di inserirsi nei settori strategici dell’automazione, della sicurezza delle infrastrutture e dell’innovazione industriale.
Per il Nordest italiano, il caso COMET ARC può rappresentare un modello di interesse per osservare come un ecosistema regionale possa collegare ricerca applicata, imprese e istituzioni su temi strategici come resilienza tecnologica, automazione e sicurezza delle infrastrutture.
“Con COMET ARC, la Carinzia conferma la propria capacità di collegare ricerca applicata, industria e istituzioni in un ecosistema orientato all’innovazione. È una sinergia che crea condizioni favorevoli allo sviluppo di progetti ad alto contenuto tecnologico e rafforza il posizionamento europeo del territorio nei settori dell’automazione, della sicurezza delle infrastrutture e dell’innovazione industriale”, sottolinea Andreas Duller di Regionmarketing Carinthia.
Per ulteriori informazioni: www.carinthia.com
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