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Come guidare in sicurezza sui passi dolomitici quando i freni sono sotto pressione

Ogni estate, migliaia di turisti attraversano i passi delle Dolomiti e delle Alpi trentine, spesso senza rendersi conto di quanto le lunghe discese di montagna sollecitino l'impianto frenante dell'auto. Chi percorre strade come il Passo Falzarego, il Passo Sella o il Passo Rolle affronta pendenze prolungate che, se gestite in modo scorretto, possono portare a un surriscaldamento dei freni con conseguenze anche serie sulla sicurezza di guida. Conoscere questo rischio e sapere come prevenirlo è essenziale per chi si mette al volante in territorio montano, specialmente nel periodo di rientro dalle vacanze, quando il traffico turistico rimane intenso e le temperature estive amplificano lo stress termico sui componenti frenanti.

La regola fondamentale per una discesa sicura è semplice: utilizzare il freno motore, scalando le marce, invece di tenere il pedale del freno costantemente premuto. Questo accorgimento riduce il calore accumulato nei dischi freno e previene il fenomeno noto come fading, la perdita temporanea di efficacia frenante dovuta al sovrariscaldamento.

Il rischio del fading nelle lunghe discese

Quando un'auto scende per diversi chilometri lungo un passo di montagna, i freni vengono utilizzati in modo continuo per contrastare l'accelerazione dovuta alla pendenza. Questo uso prolungato genera calore che, in condizioni normali, si dissipa senza problemi. Su discese lunghe e ripide, però, il calore può accumularsi più velocemente di quanto i dischi riescano a smaltirlo, causando il fading: il liquido dei freni si scalda eccessivamente e le pastiglie perdono temporaneamente la capacità di aderire in modo efficace al disco.

Il fading si manifesta con un pedale del freno che sembra "affondare" senza fornire la frenata attesa. È una situazione che genera comprensibile allarme in chi la vive per la prima volta, soprattutto su strade di montagna con tornanti stretti e visibilità limitata. Fortunatamente, si tratta di un fenomeno prevenibile con alcune semplici abitudini di guida.

Come affrontare correttamente una discesa di montagna

La tecnica più efficace consiste nell'inserire una marcia bassa prima di iniziare la discesa, lasciando che il motore stesso freni il veicolo. Questo approccio, conosciuto come “freno motore”, riduce drasticamente la necessità di premere il pedale del freno in modo continuo. Chi guida un'auto con cambio manuale può scalare progressivamente le marce man mano che la pendenza aumenta; chi utilizza un cambio automatico può normalmente selezionare una marcia inferiore tramite le modalità manuali o "S" presenti su molti modelli.

È inoltre importante evitare frenate lunghe e continue, preferendo invece brevi pressioni sul pedale quando necessario, alternate a momenti in cui il freno motore fa il lavoro principale. Le auto cariche di bagagli, frequenti durante il periodo estivo, richiedono particolare attenzione: il peso complessivo superiore aumenta l'energia da dissipare durante la frenata e quindi il rischio di sovraccarico termico.

Chi percorre per la prima volta un passo dolomitico dovrebbe inoltre informarsi in anticipo sul percorso, individuando eventuali punti di sosta lungo la discesa. Fermarsi per qualche minuto permette ai freni di raffreddarsi naturalmente, riducendo il rischio di accumulo di calore su tratti particolarmente lunghi.

I segnali che indicano un problema ai freni

Durante un viaggio in montagna, alcuni segnali meritano attenzione immediata da parte di chi guida. Lo schema seguente riassume i principali indicatori che qualcosa non funziona correttamente nell'impianto frenante, utili da riconoscere prima ancora di intraprendere un percorso impegnativo.

Come evidenziato nell'infografica, i segnali da non ignorare sono:

  • Vibrazioni al pedale o al volante durante la frenata: possono indicare un disco deformato o non più perfettamente piano, un problema che si accentua proprio nelle discese prolungate.

  • Rumore metallico o stridulo, percepibile anche a velocità contenute: segnala spesso un'usura eccessiva che può peggiorare rapidamente in montagna.

  • Solchi o graffi visibili sulla superficie del disco: riducono la superficie di contatto e, di conseguenza, l'efficacia della frenata proprio quando serve di più.

  • Spazio di frenata più lungo del normale: un segnale che in montagna, dove le distanze di sicurezza sono spesso ridotte dai tornanti, assume un peso particolare.

  • Sensazione di pedale "morbido" o poco reattivo: può essere il primo segnale di un principio di fading o di un problema più serio all'impianto.

Se durante un viaggio si avverte anche solo uno di questi segnali, è opportuno fermarsi in un luogo sicuro, lasciare raffreddare i freni e, se il problema persiste, contattare l’assistenza stradale prima di riprendere il viaggio, evitando in particolare di affrontare ulteriori discese.

Prepararsi prima di partire

Chi pianifica un viaggio verso le Dolomiti o i passi trentini dovrebbe far controllare l'auto prima della partenza, specialmente se non è stata sottoposta a un tagliando recente. Un meccanico può verificare rapidamente lo stato dei dischi e delle pastiglie, individuando eventuali segni di usura prima che diventino un problema lungo il percorso. Questo controllo preventivo è particolarmente importante per un'auto che non affronta abitualmente percorsi di montagna, dove le sollecitazioni sui freni sono sensibilmente superiori a quelle della guida urbana o autostradale in pianura.

Anche il liquido dei freni merita attenzione: con il tempo tende a degradarsi e ad assorbire umidità, un fattore che può abbassare la temperatura alla quale si manifesta il fading. Un controllo periodico, generalmente raccomandato dai produttori ogni due anni circa, contribuisce a mantenere l'impianto frenante efficiente anche nelle condizioni più impegnative.

Un'attenzione che vale la sicurezza di tutti

Guidare sui passi dolomitici resta una delle esperienze più affascinanti che il territorio del Nord-Est possa offrire, ma richiede consapevolezza delle specificità della guida in montagna. Conoscere il funzionamento del freno motore, riconoscere i primi segnali di un problema ai freni e programmare soste di raffreddamento nelle discese più lunghe sono accorgimenti semplici che possono fare una differenza sostanziale in termini di sicurezza, per chi guida e per chi condivide la strada durante l'alta stagione turistica.

 

 

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