Sono 246 le opere incompiute, servono ancora 1,1 miliardi

(ANSA) - ROMA, 29 AGO - Le opere incompiute in Italia sono a quota 246 a fine anno e gli oneri per il completamento si attestano a 1,1 miliardi. E' quanto emerge dall'analisi del Centro Studi Enti Locali che legge positivamente i dati riferiti al 2024, che calano rispetto agli anni precedenti, segnando un nuovo minimo storico. La riduzione, calcola lo studio è del 7,5% rispetto alle 266 registrate l'anno precedente e il valore complessivo degli interventi si attesta a 1,6 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2023. Anche la spesa per finirle segna una flessione del 3,4%. Il fenomeno resta concentrato soprattutto al Sud e nelle Isole, dove si trovano 157 cantieri non ancora chiusi, pari al 63,8% del totale nazionale, con un fabbisogno stimato di 578 milioni. Nel Centro Italia le incompiute sono 44, mentre al Nord se ne contano 40. Particolare il caso delle amministrazioni centrali: solo cinque opere sospese ma con un impatto economico enorme, oltre 407 milioni, il 38,1% del fabbisogno complessivo. A livello regionale, Sicilia e Puglia guidano la classifica con 35 incompiute ciascuna. Seguono Sardegna e Lazio (30) e la Lombardia (17). La Sicilia detiene il primato per oneri di ultimazione, 143,7 milioni, mentre la Puglia è al primo posto per valore complessivo degli interventi, 204,7 milioni. Nonostante la flessione generale, in nove regioni i cantieri fermi sono aumentati: succede, tra le altre, in Lazio, Lombardia, Abruzzo, Basilicata ed Emilia-Romagna. Restano irrisolte le cause tipiche delle opere incompiute: mancanza di fondi, problemi tecnici, fallimenti delle imprese appaltatrici e scarsa volontà di completamento da parte delle stazioni appaltanti. La 'Città dello Sport' di Tor Vergata, emblema del fenomeno, continua a essere l'opera incompiuta più costosa d'Italia. (ANSA).
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