Sindacati in pressing sull'ex Ilva, la politica si muove

(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Integrità del gruppo, risanamento ambientale, decarbonizzazione, garanzie occupazionali. Sull'ex Ilva i sindacati non arretrano e ribadiscono, incontrando le delegazioni delle forze politiche parlamentari, le proprie richieste per il bando di gara e il rilancio dell'acciaieria. Con una priorità: il polo Dri, ovvero gli impianti per realizzare il preridotto necessario ad alimentare i forni elettrici, deve sorgere a Taranto. Per ragioni sia occupazionali sia ambientali. Preoccupazioni raccolte e condivise, seppur da prospettive diverse, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dai partiti dell'arco parlamentare, tra i quali però si registra la mancata partecipazione al confronto con i metalmeccanici del Movimento 5 Stelle. Il nodo produttivo si incrocia con quello ambientale e il ministro competente Gilberto Pichetto Fratin spiega che l'Aia, l' autorizzazione integrata ambientale, "probabilmente a seguito delle gare dovrà vedere delle modifiche rispetto a quelli che saranno i nuovi modelli di intervento". Ma - ha aggiunto - si tratta di "una valutazione tecnica, di merito, non politica". Tra le varie posizioni assunte dai partiti Fratelli d'Italia giudica "molto positivamente" la "comune posizione" con i sindacati a "sostegno di un piano industriale che salvaguardi l'occupazione, l'ambiente e l'interesse nazionale" sulla produzione di acciaio. Per Forza Italia il futuro dell'ex Ilva è "una delle massime preoccupazioni". Noi Moderati si oppone all'idea di un ridimensionamento e, quindi, di una 'mini-Ilva'. Il Partito democratico, condividendo gli obiettivi dei sindacati, avverte il governo che "il tempo degli alibi è finito. La partita industriale sull'acciaio va risolta a livello nazionale stanziando tra gli 8 e i 9 miliardi di risorse per gli investimenti e varando un piano industriale certo". Italia Viva invita l'Esecutivo "ad accelerare" sul dossier e "assicurare le risorse necessarie a garantire un futuro alla produzione di acciaio negli stabilimenti". Affondo di Alleanza Verdi e Sinistra che parla di "totale incapacità del ministro Urso a risolvere la questione. Da anni Taranto aspetta una risposta, un piano credibile e fattibile ma fino ad ora solo promesse e annunci vuoti". (ANSA).
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