Mondiali, a Los Angeles centinaia di iraniani protestano contro la Repubblica islamica
Grandi bandiere iraniane con il leone e il sole al centro sventolano accanto a quelle di Israele e degli Usa. Cori contro gli ayatollah e a favore del re Reza Pahlavi e musica persiana dagli amplificatori posti su un piccolo palco su cui si alternano militanti contrari al regime islamista di Teheran. Nel giorno dell'esordio dell'Iran ai Mondiali contro la Nuova Zelanda, 2-2 il risultato finale al Sofi Stadium, circa 500 oppositori iraniani residenti a Los Angeles si sono dati appuntamento davanti all'impianto di Inglewood. Nei serpentoni che avanzano verso gli ingressi e i metal detector si notano - in numero assai inferiore - anche iraniani con la bandiera ufficiale della Repubblica Islamica. Qualcuno la indossa sulle spalle, altri la tengono piegata sotto il braccio. La tensione è sottotraccia, ma il contrasto dei simboli e dei sentimenti è evidente. Attorno all'arena a sud di Los Angeles va in scena la frattura della comunità di esuli più grande del Paese.
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