Medio Oriente, a Roma la marcia dei "Preti contro il genocidio"

'Governanti, abbandonate i progetti di morte' Intonando l'invocazione "Donaci la pace oh Signore" ed esponendo un sudario con scritti sopra i nomi di 330 bambini morti a Gaza e in Libano pur dopo le dichirazioni di "cessate il fuoco", ha preso il via a Roma da Borgo Santo Spirito la marcia di un centinaio di membri della Rete "Preti contro il Genocidio". Composto da sacerdoti provenienti dal Sudafrica, dalla Danimarca, dalla Spagna, dall'Italia e da altri Paesi del mondo, il corteo ha preso l'avvio dopo un intenso momento di preghiera in chiesa ed è diretto dopo il passaggio in via della Conciliazione fin sotto la sede di Leonardo. I preti sfilano con ramoscelli d'ulivo in mano, qualcuno ha una kefiah a scacchi neri e bianchi al collo, tutti indossano un bagde con i colori della bandiera palestinese. Altri mostrano cartelli con la scritta "Cristo è morto a Gaza". Alla testa della simbolica 'processione' due vescovi, monsignor Giovanni Ricchiuti e Monsignor Christian Carlassare. "Offriamo questa preghiera - si sente dall'altoparlante che accompagna la marcia - per tutti i bambini morti dopo il cessate il fuoco", "no alla paura, la giustizia illumini i leader delle nazioni perché abbiano il coraggio di abbandonare i progetti di morte".

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