Jude Law, 'io nei panni di Putin, ma non temo ripercussioni'

(ANSA) - LIDO DI VENEZIA, 31 AGO - "Il Mago del Cremlino non è un film sull'ascesa di un uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere o sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica allo stesso tempo, nuovamente soggiogata dal totalitarismo. È piuttosto una riflessione sulla politica moderna, o meglio, sulle cortine fumogene dietro cui essa si nasconde oggi: cinica, ingannevole e tossica". Così Olivier Assayas parla al Lido del suo film con Jude Law, Paul Dano e Alicia Vikander, passato in concorso all'82/a Mostra Internazionale D'Arte Cinematografica di Venezia. Il film, tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli, con la sceneggiatura scritta dal regista insieme a Emmanuel Carrère, racconta, tra verità e finzione, l'ascesa di Putin (Jude Law) attraverso le vicende del suo spin doctor Vadim Baranov (Paul Dano), ispirato al suo ex consigliere Vladislav Surkov. Paura di Putin? "Non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono messo nelle mani di Olivier per raccontare senza polemiche un personaggio all'interno di una storia molto più grande", sottolinea Law. E ancora l'attore, parlando della difficoltà più grande nell'interpretare il presidente della Russia: "La cosa più difficile è stato rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela nulla e mostrare comunque emozioni. Ho dovuto adottare una recitazione interiore". (ANSA).
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