Giornalista dell'Ansa in Nepal: "Situazione complicata già da giorni"
“Ero lì appena sei giorni fa. Era la mattina del 20 agosto e, insieme a centinaia di turisti aspettavo di attraversare il confine tra Tibet e Nepal. Due ore di fila a Kyirong, altre due sul versante nepalese, proprio nel luogo che oggi le telecamere mostrano travolto da una violenta ondata di fango e acqua, con decine di persone in fuga”, racconta la giornalista ANSA, Claudia Fascia, attualmente in Nepal. “La situazione era già difficile”, spiega: piogge monsoniche particolarmente intense e frane avevano provocato disagi e costretto alla chiusura del valico di Kodari. Kyirong era così diventato l'unico passaggio rimasto. “Durante il nostro viaggio avevamo già incontrato massi sulla carreggiata, muretti crollati, una piccola frana e un tir fermo di traverso. Per percorrere circa 140 chilometri in jeep impiegammo 16 ore. Un viaggio che oggi appare un miracoloso anticipo di una tragedia”, spiega.
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