Davos si chiude col dilemma sul futuro del lavoro nell'era Ia

(ANSA) - DAVOS, 24 GEN - Uno 'tsunami' pronto a travolgere il mondo del lavoro, con l'intelligenza artificiale che rischia, nella ricerca della produttività, di far fare alle aziende di più con meno dipendenti. Oppure, come ha detto a Davos il ceo di Nvidia Jensen Huang, una rivoluzione in cui "anche se scompariranno dei posti di lavoro, ne spunteranno di nuovi". Il Forum economico mondiale, con i riflettori rivolti sul ciclone Trump, si è appena concluso con un'iniziativa del Wef, pubblicata a Davos, che si chiama 'Reskilling Revolution' e vuole essere "un passaggio fondamentale nel promuovere uno sforzo globale per equipaggiare un miliardi di persone dell'educazione e delle capacità per l'economia di domani": Perché oltre i numerosi panel dedicati alla geopolitica, c'è un tema trasversale che preoccupa tanti, ed eccita alcuni. L'intelligenza artificiale - per dirla con Saadia Zahidi, managing director del Wef, porterà nell'economia globale "la trasformazione più significativa che si sia vista in decenni". Secondo Zahidi "il futuro del lavoro non è pre-determinato" e come andrà a finire per i lavoratori "dipenderà dalle opportunità di formazione, dal sostegno che verrà offerto alla transizione". L'iniziativa del Wef punta a formare nell'Ia e negli skill digitali milioni di persone con l'impegno di nomi come Adobe, Cisco, Sap, Salesforce. Ma è anche la spia che c'è grande preoccupazione per il futuro del mondo del lavoro. (ANSA).
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