Card. Zuppi a 10 anni dal sisma, 'ora non promesse ma lavoro'

Ricordando il sisma, ancora più insopportabili guerra e cultura potenza

(ANSA) - ROMA, 24 AGO - "La tragedia è iniziata quella notte ma dura sempre: solitudine, spaesamento, distacco forzato dalla propria comunità. Oggi sappiamo che il percorso è ancora lungo, ma sappiamo anche che c'è futuro. Rinascere". Lo dice il presidente della Cei, il card. Matteo Zuppi, celebrando la messa presso l'area Sae di Pescara del Tronto, ad Arquata del Tronto, in occasione del 10/mo anniversario del sisma che colpì il Centro Italia. "Non promesse - sprona quindi Zuppi -, ma lavoro, di tutti, ciascuno nelle proprie funzioni e responsabilità tutte importanti, con la forza di quella solidarietà che tanto ha consolato in quei giorni terribili". "Nel ricordo - ha anche detto il presidente della Cei - ci misuriamo con il mistero della terribile, inquietante forza distruttrice del terremoto, le cui conseguenze non finiscono con l'ultima scossa. Anche per questo sentiamo insopportabile la così diffusa cultura della potenza, che rovina la convivenza, le cose, e scatena violenza e guerra che tutto distrugge". "Del terremoto - osserva Zuppi - conosciamo le conseguenze del male. Della guerra le responsabilità sono chiare, così come le complicità e tutto quello che favorisce quel vortice di violenza e di odio che poi nessuno riesce più a governare. La domanda di rinascere la portiamo nel cuore per le conseguenze di quei minuti drammatici, che sono segnate da queste pietre e che avete ricordato questa notte. Partiamo sempre da quel dolore quando il cielo crolla addosso e le fondamenta del mondo sono scosse, quando tutto diventa imprevedibile e si rivolta contro. Non vogliamo dimenticarlo. Non possiamo. Riviverlo ci fa sentire l'urgenza di curare le ferite che ha provocato, perché abbiano la cura necessaria". (ANSA).

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