Belfast in subbuglio, terrore e cenere dopo la seconda notte di violenza

Ad Antrim Road davanti il Chimney Corner Hotel, nella periferia settentrionale di Belfast, il silenzio è interrotto solo dal passaggio sporadico delle automobili. Qui nella giornata di ieri un gruppo di persone incapucciate hanno cercato di avvicinarsi per raggiungere la residenza che ospita decine di migranti e richiedenti asilo. Nel complesso sono dodici gli agenti rimasti feriti e sedici le persone arrestate dopo la seconda notte di disordini anti-migranti in Irlanda del Nord, dove la polizia antisommossa è stata presa di mira da un gruppo che lanciava mattoni e bottiglie e ha risposto con gli idranti. Gli scontri si sono concentrati a Newtownabbey, a circa tredici chilometri a nord di Belfast, oltre che nelle località di Derry e Coleraine, dove c'è stata una vera e propria caccia allo straniero con diverse case incendiate, alimentata dai gruppi dell'ultradestra dopo l'accoltellamento brutale del quarantenne Stephen Ogilvie da parte del rifugiato sudanese Hadi Alodid.

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