Th Resorts punta alla leadership: «Obiettivo ricavi a 400 milioni»
Parla Gaiba, ad del gruppo che possiede il network di hotel
«Il rischio è che arrivini gli stranieri a prendersi il mercato»

PADOVA. «Th Resorts diventerà uno dei player leader del turismo italiano, oggi estremamente frammentato con 33mila imprese, e farà sistema. Il grande rischio post-pandemia è che possano arrivare in Italia società e fondi stranieri e prendere una fetta di mercato di una parte importante dell’economia italiana. Non faremo la fine della moda Italiana, diventata opportunità per le multinazionali straniere di crescere e guadagnare».
Lo scorso aprile il bolognese Giuliano Gaiba, dopo una trentennale esperienza nel settore della ristorazione, del Food&Beverage e del turismo, è stato nominato, su indicazione di Cassa Depositi e Prestiti, nuovo amministratore delegato di Th Resorts.
In queste settimane sta disegnando con il management la società al 2025, con un progetto ambizioso: portare il fatturato che oggi è a 110 milioni fino ai 400 milioni. «Siamo "costretti" a crescere, lo faremo attraverso tre linee di sviluppo forte – spiega l’ad della società padovana –. Stiamo configurando lo scenario di sviluppo voluto dai soci: raddoppio delle nostre strutture in Italia. Questo avverrà anche con acquisizioni. Dopo la pandemia ci sono molte opportunità, ben cinque aziende del turismo italiane si sono già fatte avanti per diventare nostre partner, il mercato è attento al nostro progetto».
Il raddoppio della catena alberghiera in cinque anni, che oggi conta 32 hotel, porterà il fatturato a 200 milioni di euro. Il marchio TH Resorts è di proprietà del gruppo turistico Hotelturist, partecipato in maniera paritetica da Solfin del presidente Graziano Debellini (ed altri soci) e CdpEquity al 46% e per il restante 8% da Isa-Istituto atesino di sviluppo spa della Curia di Trento.

Al recente TTG Travel Experience di Rimini è stato presentato il nuovo tour operator generalista Baobab, con l’obiettivo di raccogliere 80 milioni nel 2025 con 400 hotel in portafoglio, tutti all’estero: dalla Grecia alla Spagna, Canarie e Egitto, fino alle mete più lontane come Emirati arabi, l’Africa e Oceano Indiano. «Crediamo molto anche sul viaggio tailor made – prosegue Gaiba- dal viaggio di nozze o un viaggio particolare: qui puntiamo a 35 milioni di fatturato».
L’ultimo stadio dello sviluppo di Th Resorts guarda all’estero, attraverso l’internazionalizzazione della società. «Questo per due ragioni: dopo aver saturato il mercato italiano occorre guardare altrove e cercare nuovi sbocchi - aggiunge l’amministratore delegato di Th Resorts -. All'estero vogliamo operare con la gestione diretta delle strutture, nei mercati preferiti dagli italiani quando vanno in vacanza».
La catena all’estero, che potrebbe interessare una ventina di strutture, potrebbe portare tra i 60 e 70 milioni di fatturato l’anno. Il gruppo padovano è già primo nel mercato leisure italiano, con la leadership per il segmento montagna (26%).

Per dare impulso al piano è già stato deciso un aumento di capitale da 20 milioni di euro, che ci completerà entro la fine dell’anno. A inizio 2022 verrà presentato il piano di sviluppo quinquennale.
Intanto però i contatti per le nuove strutture sono già iniziati, in particolare per il mercato italiano. Lo sviluppo del turismo deve essere accompagnato dalla formazione ed ecco la decisione di creare la Scuola italiana dell’ospitalità con Ca’ Foscari e Cdp. «È un merito grande del presidente Debellini - conclude Gaiba - che ha avuto questa visione: affiancare alla crescita della società anche quella del mercato della formazione».
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