Nuovo maxi yacht per Cnb varato nei cantieri Seadock
Lungo oltre 43 metri, lo scafo è stato consegnato dalla società del Gruppo Samer ad Ancona. È la terza commessa per un armatore internazionale. L’ad Bessi: «Ampliamo la produzione»

Oltre 43 metri di scafo destinati a diventare uno yacht di lusso. Seadock, società del Gruppo Samer specializzata negli “heavy lift” e nella realizzazione di scafi in acciaio di grandi dimensioni, ha varato nei giorni scorsi il terzo maxi yacht di una serie commissionata da Cnb per conto di un armatore internazionale.
Lo scafo, lungo 43,12 metri, largo 8,75 e alto 12,65, è stato realizzato negli spazi del terminal portuale Seadock, caricato su un mezzo Spmt (Self-Propelled Modular Transporter) per essere trasferito in banchina e quindi imbarcato su una chiatta diretta ad Ancona.
Come per i tre precedenti, sarà infatti il cantiere delle Marche a procedere all’allestimento: il lavoro durerà nel complesso circa 18 mesi e consentirà di trasformare lo scafo in uno yacht di lusso.
Settore in cui la nautica italiana si conferma leader internazionale: secondo gli ultimi dati di Confindustria Nautica, il valore della produzione italiana è più che quadruplicato rispetto al 2010, con un superyacht su due nel mondo che può vantare il marchio made in Italy.
«Per Seadock si tratta della terza commessa da parte di Cnb per la realizzazione di scafi in acciaio: quello che appariva all’inizio come un progetto isolato è ora stato messo a sistema, creando un indotto stabile, a vantaggio dell’economia e del porto di Trieste», spiega Piero Bessi, amministratore delegato della società del Gruppo Samer specializzata nella movimentazione di colli eccezionali e nell’assemblaggio di commesse industriali.
«Gli spazi di Seadock si prestano perfettamente a questa industria e le competenze legate all’heavy lift rappresentano un elemento chiave del progetto. Abbiamo già una quarta unità in cantiere, la cui produzione è iniziata parallelamente a quella dello scafo varato nei giorni scorsi e l’obiettivo è quello di ampliare ulteriormente la produzione».
Già lo scorso maggio, in occasione del varo dello scafo destinato a uno yacht della linea “Deep Blue” disegnato da Horacio Bozzo, Enrico Samer aveva rilanciato la prospettiva di portare a Trieste l’intero ciclo di lavorazione dei mega yacht, inclusa la fase di allestimento, facendo degli spazi Seadock «un vero e proprio hub per la nautica capace di ampliare ulteriormente le operazioni del Gruppo Samer» e integrando «il proprio know how di movimentazione di carichi eccezionali».
La crescente domanda di spazi adeguati al tipo di lavorazioni necessarie per gli yacht di lusso – Seadock si occupa in questi casi delle attività di carpenteria dello scafo e delle sovrastrutture, delle operazioni di pre-allestimento, oltre che delle predisposizioni impiantistiche principali – e la stretta collaborazione con i cantieri di Ancona andrebbero del resto già in questa direzione, vista la crescita graduale del livello di allestimento e di completamento delle imbarcazioni che vengono realizzate a Trieste già annunciata dal presidente di Cnb Scarl Gianluca Fenucci.
«L’operazione – si legge in una nota diffusa dall’azienda triestina – conferma il ruolo di Seadock come struttura ideale per la costruzione di scafi destinati a diventare yacht di lusso e rivolti ai mercati internazionali, in un contesto in cui l’Italia mantiene la leadership del settore, e sottolinea la competenza e l’efficienza logistica del terminal nella gestione di movimentazioni complesse». —
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