Mavive punta i 45 milioni e apre la nuova sede

La società veneziana della profumeria prevede di chiudere il 2026 a +5%. Ora l’inaugurazione del nuovo quartier generale in tre ettari di verde. L’Ad Marco Vidal: «Australia, Europa centrale e dell’Est crescono molto bene»

Riccardo Sandre

Mavive si prepara a chiudere il suo 2026 con una crescita del fatturato intorno al 5% su quota 45 milioni di euro pure in un contesto estremamente difficile per una società che sviluppa e commercializza in 90 paesi prodotti per il settore della cosmesi e della profumeria fatturando per il 70% all’estero.

L’azienda inaugura giovedì 8 ottobre il suo nuovo headquarter, accanto a quello precedente nell’entroterra veneziano. Una struttura a basso impatto ambientale ed immersa in tre ettari di verde. Un parco, “l’Isola dei Profumi” dove crescono specie botaniche utilizzate in ambito profumiero (tra cui spicca la rara e preziosa Rosa Moceniga).

È questa solo un’altra tappa della storia della famiglia Vidal e di un’azienda nata negli spazi commerciali di Palazzo Mocenigo nel pieno centro di Venezia ancora 126 anni fa. Fu nel 1900 che Angelo Vidal, agente di commercio di prodotti coloniali (articoli per l’igiene della casa e della persona) decise di mettersi in proprio e di affittare un primo spazio commerciale e produttivo al piano terra di un palazzo che ora ospita un percorso museale dedicato al profumo.

Un progetto nato nel 2013 dalla partnership tra Mavive e la Fondazione Musei Civici di Venezia. Gli affari andarono subito a gonfie vele e il giovane Angelo Vidal decise di ingrandire la propria attività acquisendo un piccolo saponificio dell’area di Piazzale Roma. L’azienda aveva un’area produttiva in terra ferma, in quella zona destinata di diventare in pochi anni l’attuale Porto Marghera.

Poco dopo la prima acquisizione Vidal comprò un’altra realtà, la veneziana Longega, grazie alla quale assorbe il know how della cosmetica.

L’azienda superò di slancio ben 2 guerre mondiali crescendo senza sosta e rendendosi protagonista, nei primi anni sessanta del secolo scorso, quelli del “miracolo italiano”, dei primi messaggi pubblicitari televisivi dedicati a prodotti per la cura della persona (la colonia Pino Silvestre e il bagnoschiuma Vidal).

Il contenitore era il mitico “Carosello”, il testimonial niente meno che Amedeo Nazari. Agli inizi degli anni ’80 la seconda generazione di Vidal, scelse la via della vendita alla multinazionale tedesca Henkel. Massimo Vidal, nipote del fondatore Angelo, era ancora in azienda come commerciale estero, quando, pochi anni dopo (era il 1986) Henkel decise di chiudere la società.

Fu il rappresentante della terza generazione di Vidal a riprendere in mano le sorti della storica azienda di famiglia acquisendo da Henkel il marchio “Pino Silvestre” e fondando MaViVe (Massimo Vidal Venezia). Una società a forte vocazione esportatrice, priva del controllo dell’intera filiera produttiva (come invece l’azienda primigenia) ma più moderna e snella. Fu un altro successo. L’azienda, forte delle competenze di Massimo, lavorava principalmente con l’estero, fino all’ingresso, nel 2004, dell’attuale amministratore delegato Marco Vidal, figlio di Massimo e pronipote di Angelo Vidal.

«Il 70% del nostro fatturato viene dell’estero» spiega l’Ad Marco Vidal. «I nostri mercati principali sono quello dell’Europa, del Medio Oriente, dell’Australia, dell’Asia e del Nord e Sud America ma vendiamo i nostri prodotti anche in Russia, legittimamente, visto che non ci sono divieti in questo senso. Nel gennaio 2024 abbiamo acquisito il team commerciale di un nostro distributore in Uk e la Gran Bretagna, per noi, è un mercato domestico. Tra 2019 e 2024 abbiamo registrato una crescita notevole, pari al +50% e stiamo proseguendo anche se con ritmi che si scontrano con un’incertezza globale inedita».

Un contesto difficile per tutti coloro che guardano all’export come fonte di sviluppo. «Senza dubbio il conflitto degli Stati Uniti e di Israele con l’Iran non è stata una buona notizia» spiega l’Ad di Mavive «ma possiamo contare su ottime prospettive in altre aree e con prodotti specifici. Mercati come l’Australia, l’Europa centrale e dell’Est crescono molto bene mentre i sono nuovi marchi in licenza, come Bmw, North Sails e altri ancora che ci stanno dando soddisfazioni a due cifre. Il 2027 sarà probabilmente un anno di analisi e di perfezionamento delle nostre efficienze».

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