Unicredit lancia offerta su Commerzbank per superare il 30%

L’operazione punta a rafforzare la presenza in Germania e a creare un gruppo europeo. L’Ad Orcel: «Il nostro obiettivo non è quello di acquisire il controllo della banca»

Luigi Dell’olio

UniCredit rilancia su Commerzbank. Dopo essere salito progressivamente fino a un soffio dal 30%, il gruppo italiano ha deciso di lanciare un’offerta pubblica volontaria di scambio (quindi azioni contro azioni, senza cash) sulla banca tedesca, come d’obbligo quando si supera quella soglia. Consapevole delle resistenze dell’istituto e del governo teutonici, l’Ad Andrea Orcel ha fatto sapere che l’obiettivo non è «di acquisire il controllo di Commerzbank», bensì di avviare «un dialogo costruttivo con l’istituto e con tutti gli stakeholder» .

In un mercato in cui le banche americane e cinesi sono giganti, la banca italiana vuole creare un gruppo capace di competere a livello globale. La scelta di Commerzbank si spiega con due ragioni su tutte: UniCredit è già forte in Germania, grazie alla controllata Hvb. Se l’operazione andasse in porto, diventerebbe il primo o secondo player su uno dei mercati più stabili del mondo. Inoltre la banca scelta come target ha una forte vocazione verso le imprese, che rappresentano il cuore pulsante della prima economia europea.

L’Ops sarà avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. Nello stesso mese UniCredit convocherà un’assemblea straordinaria per vagliare l’ok all’aumento di capitale a servizio dell’operazione, dato che occorrerà emettere le nuove azioni da dare ai soci Commerzbank che accetteranno lo scambio. La chiusura è attesa entro la prima metà del 2027, dopo le autorizzazioni regolamentari.

«Il rapporto di cambio dell’Offerta sarà determinato da BaFin (l’equivalente tedesca della nostra Consob, ndr) nei prossimi giorni sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit», spiega la nota dell’offerente. «Ci aspettiamo che il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank», che corrisponde «a un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo», che valorizza l’azienda target 34,7 miliardi di euro, mentre UniCredit capitalizza 96 miliardi.

Per gli analisti di Bloomberg, il premio molto limitato rende improbabile una forte adesione degli azionisti, ma consente all’offerente una maggiore flessibilità per aumentare in futuro la partecipazione sul mercato. Mentre gli esperti di Citi, citati da Reuters, definiscono l’iniziativa «una mossa astuta» perché offre a UniCredit «maggiore flessibilità per aumentare la partecipazione in futuro». In sostanza l’Ops sarebbe un modo per superare l’ostacolo normativo del 30% e creare le condizioni per una strategia più graduale. A questo proposito, ha ricordato il numero uno dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, «quando l’offerta sarà conclusa noi saremo liberi di comprare azioni sul mercato come ogni altro investitore senza limiti e senza la necessità di lanciare un’ulteriore offerta».

Almeno per ora, i toni concilianti non sembrano far breccia sull’altro fronte. L’Ad di Commerzbank, Bettina Orlopp, ci ha tenuto a sottolineare che l’offerta non è concordata, precisando: «Il concambio previsto dal comunicato non offre un premio per i nostri azionisti». Quindi ha aggiunto: «Siamo convinti della forza e del potenziale della nostra strategia, che si basa sull’indipendenza e su una crescita redditizia». Il consiglio di amministrazione e quello di sorveglianza della banca tedesca fanno sapere che «esamineranno attentamente» l’offerta una volta che sarà pubblicata. Anche se precisano di non vedere «le basi per i colloqui». Più dura l’organizzazione dei dipendenti. «Questo è il livello successivo di oltraggio. Non è solo una mossa non concordata, ma ostile», ha dichiarato il presidente del consiglio di fabbrica di Commerzbank, Sascha Uebel, citato dall’agenzia tedesca Dpa. «Ci opporremo con tutti i mezzi a nostra disposizione».

La banca tedesca continua a contare sul sostegno politico, che in questa vicenda assume un peso rilevante considerato che il governo detiene il 12% del capitale. «Un’acquisizione ostile non sarebbe accettabile», ha fatto sapere il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, rispondendo alla domanda di un giornalista locale in merito all’operazione. «Il corso dell’autonomia di Commerzbank ha successo e il governo continua a sostenerlo», ha aggiunto. Per poi precisare, evidente per dribblare possibili accuse di ingerenza, che «il governo non è un organo di vigilanza», dato che «la vigilanza spetta alla Bce». Al portavoce è stato fatto notare che questa posizione appare in contrasto con le posizioni pubbliche del governo Merz, favorevoli alla nascita di mercato unico europeo dei capitali, e la sua risposta è stata stizzita: «Quel progetto non ha nulla a che fare con il tentativo di conquista ostile da parte di UniCredit».

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