«Siamo vicini ai territori. Le Bcc di Cassa Centrale apriranno altre 17 filiali»

Il credito cooperativo conferma con risultati e rafforzato radicamento la vivacità del modello. L’ad del gruppo Bolognesi: «Più consulenza e più protezione, offriremo servizi a 360 gradi»

Luigi Dell'Olio

«Contrariamente alla maggior parte degli operatori bancari, prevediamo di ampliare ancora la nostra rete di sportelli. Nelle sole regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia prevediamo 17 nuove aperture nel prossimo triennio».

Così sintetizza Sandro Bolognesi, amministratore delegato del gruppo Cassa Centrale - Credito Cooperativo Italiano, a cui fanno riferimento 65 banche di credito cooperativo.

Partiamo da uno sguardo d’insieme: come va l’economia nelle due regioni? Quali sono i settori che crescono e quali le criticità?

«L’economia di Veneto e Friuli Venezia Giulia continua a mostrare una notevole resilienza. Pur in un contesto macroeconomico complesso, i nostri territori mantengono una dinamicità importante, sostenuta da un tessuto di Pmi che sanno innovare. Le criticità restano legate all'incertezza dei mercati esteri e all'aumento dei costi, ma la solidità patrimoniale delle imprese è cresciuta, permettendo loro di affrontare meglio le sfide del credito rispetto al passato».

Venendo a voi, su quali target di clientela puntate per crescere e su quali filoni di business?

«Il nostro obiettivo è consolidare il ruolo di partner di riferimento per le famiglie e le piccole e medie imprese. Puntiamo molto sulla consulenza e sulla protezione. In particolare, nel prossimo triennio, prevediamo una forte espansione della bancassurance, con una crescita stimata del 36%, e del risparmio gestito, per il quale attendiamo un incremento del 35%. L’idea è quella di offrire un servizio a 360 gradi».

Quali sono i dati delle banche che fanno capo a Cassa Centrale in Veneto e in Friuli Venezia Giulia?

«In Veneto il gruppo conta quattro Bcc (BancAdria Colli Euganei, Banca Prealpi San Biagio, BVR Banca Veneto Centrale e CortinaBanca, ndr) con 1.444 collaboratori e oltre 320 mila clienti. La raccolta supera i 16,7 miliardi e gli impieghi i 6,7 miliardi. In Friuli Venezia Giulia ne abbiamo altre quattro (Banca 360, Cassa Rurale Fvg, PrimaCassa e ZKB Credito Cooperativo di Trieste e Gorizia, ndr) con 893 collaboratori e 206 mila clienti. Qui la raccolta è di 9,4 miliardi e gli impieghi sfiorano i 5 miliardi».

Come è cambiato negli anni il presidio dei territori?

«Mentre molti grandi gruppi abbandonano i centri minori, noi presidiamo il territorio con 198 filiali in Veneto e 128 in Fvg. Il dato più significativo è che in ben 55 comuni veneti e 35 friulani, le nostre Bcc rappresentano l’unica presenza bancaria rimasta. Per noi la prossimità non è un costo da tagliare, ma il cuore della relazione con il socio e il cliente».

Come si combinano i valori sociali e della cooperazione con gli obiettivi di bilancio?

«Dimostriamo con i fatti che "fare bene banca facendo del bene" è possibile. Nel 2025 l’utile di gruppo ha superato il miliardo con un Cet1 ratio del 29,1%, ai vertici del settore. Questa solidità ci permette di restituire valore: quasi il 95% degli utili viene destinato a riserve indivisibili o a fondi per mutualità e beneficenza. Nel 2025 abbiamo sostenuto 21 mila interventi sociali per 64 milioni a livello nazionale, di cui 15 milioni distribuiti specificamente dalle banche ai territori delle due regioni».

Quali sono gli obiettivi per il medio periodo?

«Nel Piano strategico al 2028 prevediamo 30 miliardi di nuove erogazioni e una raccolta complessiva che sfiorerà i 150 miliardi. Sul fronte della rete, come anticipato, andremo in controtendenza: sono previste quindici nuove aperture in Veneto e due in Friuli Venezia Giulia, replicando quanto fatto nell’ultimo quadriennio. Inoltre investiremo 300 milioni in Ict e inseriremo 650 nuove risorse per favorire il ricambio generazionale».

E sul fronte della consulenza come vi muoverete? Prevedete altri presidi?

«Puntiamo a un forte rafforzamento del margine commissionale attraverso prodotti e servizi a valore aggiunto. La consulenza evoluta è la nostra risposta alla digitalizzazione spinta: vogliamo che il cliente trovi in filiale professionisti capaci di guidarlo nelle scelte di investimento e protezione. Il presidio territoriale fisico sarà quindi sempre più integrato con strumenti digitali all'avanguardia, sostenuti dai massicci investimenti tecnologici che abbiamo pianificato».

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