Generali: utile record di 4,3 miliardi

Tutti molto positivi i risultati del Leone di Trieste nel 2025. Il cda proporrà all’assemblea un dividendo di 1,64 euro per azione e un buyback da 500 milioni. In prospettiva preoccupano le conseguenze dell’attacco americano all’Iran

La redazione

Risultati record per il Leone di Trieste. Nel 2025, il primo anno del nuovo piano, Generali ha registrato il risultato operativo migliore di sempre a 8 miliardi (+9,7%), guidato da tutti i segmenti di business, e un utile netto normalizzato record a a 4,3 miliardi.

Il risultato netto è salito del 12% a 4.172 milioni (da 3.724 milioni del 2024).

Il cda proporrà alla prossima assemblea un dividendo di 1,64 euro (+14,7%) e un buyback da 500 milioni confermando l'impegno sulla crescita della remunerazione degli azionisti.

La proposta di dividendo comporta un'erogazione massima complessiva di 2.480 milioni.

I premi lordi di Generali nel 2025 sono in aumento a 98,1 miliardi (+3,6%), grazie allo sviluppo significativo di entrambi i segmenti, Vita e Danni.

La raccolta netta Vita si pone ai vertici del settore, in forte crescita a 13,5 miliardi (+42,5%), quasi interamente concentrata nelle linee puro rischio e malattia, prodotti ibridi e unit-linked, in linea con la strategia del gruppo.

I premi lordi del segmento Danni sono in crescita a 36,2 miliardi (+7,6%).

A spingere l'utile operativo del gruppo a 8.004 milioni contribuisce il risultato operativo del segmento Vita salito a 4.154 milioni (+4,3%) con il New Business Value che aumenta a 3.147 milioni (+ 6,2%).

Il risultato operativo del segmento Danni è in deciso aumento a 3.663 milioni (+20%) con il Combined Ratio in miglioramento a 92,6% (-1,4 punti percentuali).

Il Combined Ratio non attualizzato continua il suo sviluppo molto positivo a 94,3% (-1,6 punti base): tale andamento ha beneficiato di una minore sinistralità corrente non attualizzata e di un minor impatto dei sinistri catastrofali, in parte compensati dallo sviluppo delle generazioni precedenti.

Il risultato operativo del segmento Asset & Wealth Management è pari a 1.194 milioni (+1,5%), guidato in particolare dal risultato dell'Asset Management che aumenta a 662 milioni (+7,5%).

Gli Asset under management complessivi del gruppo Generali crescono significativamente a 900 miliardi (+4,3%) con 16 miliardi di flussi netti nell'asset management.

Gli Aum di parti terze che raggiungono il livello record di 384 miliardi, di cui 273 miliardi sono asset gestiti dalle società di asset management.

Il risultato operativo del segmento Holding e altre attività è invece negativo per 610 milioni (era -536 milioni nel 2024).

Il Leone conferma la sua posizione patrimoniale estremamente solida, con il Solvency Ratio al 219% (210% nel 2024), grazie alla forte generazione normalizzata di capitale.

«Il recente conflitto statunitense e israeliano con l'Iran avrà un effetto negativo sulla crescita dell'economia globale, incidendo sia sui prezzi dell'energia sia sulla fiducia», «di fronte ad uno shock di natura stagflazionistica, le banche centrali potrebbero accettare l'aumento dell'inflazione qualora il rialzo dei prezzi del petrolio si rivelasse solo temporaneo», e «nel complesso, l'evoluzione del conflitto rimane soggetta a elevata incertezza e una sua prolungata escalation comporterebbe un rischio di stagflazione» ma «in questo contesto, Generali è focalizzata sull'esecuzione del piano strategico Lifetime Partner 27: Driving Excellence" e conferma gli obiettivi al 2027». E' quanto emerge dalla nota sui risultati e le prospettive del gruppo.

 

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