Ania, nel 2025 la raccolta premi in Italia sale del 7,8%
Raggiunti i 182 miliardi complessivi. La crescita ha riguardato sia i rami Danni (+6,5%) sia i rami Vita (+8,3%)

Nel 2025, la raccolta premi complessiva registrata da tutte le imprese operanti in Italia ha raggiunto i 182 miliardi, in aumento del 7,8% rispetto al 2024. La crescita ha riguardato sia i rami Danni (+6,5%) sia i rami Vita (+8,3%). Lo rende noto l'Ania, l'Associazione nazionale delle imprese assicuratrici.
«Il positivo sviluppo della raccolta premi è indice di un livello sempre maggiore di protezione delle famiglie e imprese italiane verso i rischi di varia natura che caratterizzano lo scenario in cui esse operano. Prova di questo sono i quasi 40 miliardi di euro pagati per gestire i risarcimenti ed erogare le prestazioni agli assicurati nel settore Danni, che corrispondono a oltre 18 milioni di casi», ha spiegato il presidente di Ania, Giovanni Liverani.
«Questa crescita assume un significato ancora più rilevante – ha aggiunto – se letta alla luce dell’enorme distanza ancora esistente tra il livello di protezione in Italia e quello dei principali Paesi con cui ci vogliamo misurare».
Nel 2025 la crescita del reddito disponibile e il rafforzamento del mercato del lavoro hanno contribuito a sostenere la capacità di risparmio delle famiglie e a mantenere elevato l’interesse verso i prodotti assicurativi. Nel comparto Vita, l’andamento è però eterogeneo: mentre le polizze tradizionali di Ramo I hanno mostrato una dinamica complessivamente stabile, la componente più esposta ai mercati finanziari (Ramo III) ha registrato una crescita marcata, prossima al 20%, beneficiando del contesto finanziario più ordinato e di una maggiore propensione all’investimento.
Parallelamente, la crescita dei rami Danni è stata alimentata sia dalla ripresa dell’attività economica sia dal crescente bisogno di protezione di fronte ai rischi climatici estremi, esigenza che si intreccia con l’introduzione con la legge di Bilancio 2024 dell’obbligo di assicurazioni catastrofali per le imprese. A ciò si aggiungono la maggiore attenzione alle vulnerabilità cyber e il continuo rafforzamento delle coperture salute, che complessivamente hanno sostenuto il comparto.
«Di fronte a sfide epocali come il rischio di fragilità finanziaria, il rischio demografico derivante da una sempre minore natalità e da una crescente longevità oppure i rischi climatici di cui osserviamo di anno in anno l’aumento di frequenza e intensità - ha proseguito Liverani - la crescita dei premi assicurativi nel Paese è un’ottima notizia non solo per il settore ma per il sistema socioeconomico nel suo complesso. Un processo che va incoraggiato per chiudere quel gap di protezione che ci rende più vulnerabili».
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