Trieste Next, cento eventi per dare forma alla mente

Presentata la quindicesima edizione del festival, dal 25 al 27 settembre nel capoluogo giuliano. Un programma dedicato all’interazione tra cervelli e intelligenze di più tipi, con 300 voci sempre più internazionali. E la divulgazione scientifica approda sul palco del teatro Verdi

La redazione

Trieste Next, il festival della ricerca scientifica, ritorna dal 25 al 27 settembre (con prologo il 24) per una quindicesima edizione dedicata a “La forma del pensiero” e all’interazione tra cervelli e intelligenze, quelle artificiali, ma non solo. A esplorare il tema un programma di grandi dimensioni, per quantità sì con il suo centinaio di eventi e 300 ospiti, e per qualità, grazie a nomi di impatto assoluto, come emerso ieri nella conferenza stampa di presentazione della manifestazione all’Urban center di Trieste, coordinata dal direttore di Trieste Next Antonio Maconi.

Le voci

L’archeoantropologo di Oxford Lambros Malafouris il 25 sera sarà al teatro Verdi per parlare del perché siamo l’unica specie a fare della propria esperienza un oggetto di attenzione costante. E poi, gli interventi dello psichiatra Vittorino Andreoli sul rapporto tra essere e pensiero, la sociolinguista Vera Gheno sulla formazione e condivisione della conoscenza, il teorico dell’AI Nello Cristianini, la già ministra dell’Università Maria Chiara Carrozza e Alessandra Poggiani, direttrice generale Cineca, il maggiore centro di calcolo in Italia. Sempre più gli ospiti internazionali, da Brasile, Libano, Guatemala, Nigeria, Usa, Olanda, come arriveranno da tutta Europa, anche da quella del Nord, parte dei 400 studenti universitari che saranno al festival grazie alla Trieste Next Academy.

Le novità

Il festival, ed è la novità di quest’anno, farà divulgazione scientifica anche dal palcoscenico del Verdi dove il 26 settembre andrà in scena “Dna”, una conferenza scientifica con la voce narrante di Telmo Pievani nata dall’incontro tra i Deproducers e la Fondazione Airc, presente con Francesco Granbassi. Due i documentari, dedicati a Paolo Budinich e Lise Meitner e un concerto jazz in omaggio al centenario della nascita di Miles Davis. Resta invece l’impianto corale della manifestazione, con tante realtà del mondo scientifico e imprenditoriale in campo e, in concreto, in piazza Unità d’Italia con i loro stand per proporre tante attività ai più piccoli e alla cittadinanza nel suo insieme.

«Che non è più quella della sola Trieste, ma è regionale e italiana», ha rilevato Donata Vianelli, rettrice dell’Università di Trieste che il festival l’ha creato e lo promuove assieme al Comune di Trieste e a Il Piccolo, ora con l’intero Gruppo Nord Est Multimedia, trovando anche in questa edizione al proprio fianco Regione Fvg, Area Science Park, Ogs e Sissa e Generali come main partner.

Tanti i temi che del resto si intersecheranno in questa edizione, come sottolineato dalla rettrice, assieme al ruolo fondamentale delle centinaia di volontari e dottorandi che collaboreranno alla tre giorni di incontri, dialoghi e appuntamenti dedicati alla ricerca contemporanea e alle sue implicazioni per la società, che si potranno seguire in presenza e in diretta streaming sui canali digitali del festival.

Raccontare la ricerca

Il programma interseca discipline diverse, dalle neuroscienze all’intelligenza artificiale, dalla medicina alla fisica, dalla geofisica all’oceanografia, dalla pedagogia alla filosofia, fino alla diplomazia scientifica. Un percorso che parte dal funzionamento del cervello per interrogarsi sulle diverse forme dell’intelligenza e arrivare alle modalità con cui oggi la conoscenza viene costruita, condivisa e utilizzata.

In modo concreto, anche per quel che riguarda l’AI, come ha ricordato l’ad di AcegasApsAmga Carlo Andriolo, parlando dell’applicazione alla gestione della rete elettrica di Trieste, ma anche Diego Antonini, l’amministratore unico di Insiel che aprirà le porte del suo data center agli studenti delle superiori.

Trieste Next, che nella divulgazione scientifica ha uno dei suoi cardini, però, finora si è dimostrata capace di seminare. «Stiamo ritrovando all’università i ragazzini incontrati nelle prime edizioni», ha detto Vianelli.

L’importante ruolo divulgativo che eventi come Trieste Next rivestono «può offrire l’opportunità di stimolare le istituzioni su temi troppo spesso ignorati, in particolare quello dei cambiamenti climatici», ha affermato da parte sua l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, confermando il sostegno della Regione Fvg.

«Far sapere è fondamentale», ha osservato Paolo Possamai, direttore editoriale Nem e direttore responsabile dei quotidiani del gruppo, ricordando il ruolo avuto nella nascita del festival da Il Piccolo, ora amplificato dalla discesa in campo dell’intero gruppo, ieri presente anche con il vicedirettore con delega agli eventi del gruppo Fabrizio Brancoli.

Il villaggio della conoscenza

In un momento in cui interrogare l’AI è diventato pressoché automatico, Trieste Next darà la possibilità di porre domande ai ricercatori di Area Science Park, presenti nel Villaggio della conoscenza di piazza Unità, dove Ogs porterà invece, come spiegato dalla presidente Paola Del Negro, la scoperta delle intelligenze che abitano i fondali oceanici e la lezione del terremoto del Friuli: fare rete condividendo dati, protocolli e risorse.

Il festival insomma non abdica alla piazza, che resterà il cuore delle attività per le scuole, centrali per il Comune di Trieste, come pure la quarta edizione del Premio Trieste Next - Science Book of the Year sulla divulgazione scientifica, come detto dall’assessore all’Educazione Maurizio De Blasio. «Il festival è un momento prezioso di condivisione col pubblico delle domande e sfide che animano la ricerca scientifica», ha detto il direttore della Sissa Andrea Romanino.

Restano poi il dialogo col mondo dell’impresa, come rilevato da Maurizio Cortese, amministratore delegato di AgorAI, e la partecipazione attiva del Parlamento europeo, presente pure con un focus sui super computer, come spiegato a distanza da Maurizio Molinari, capo dell’Ufficio del Parlamento Ue a Milano.

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