Narrativa, saggistica e non solo: a Treviso Città Impresa la presentazione dei libri in corsa per il Premio Letterario

Dalla rassegna usciranno le cinquine finaliste, i vincitori saranno proclamati al Festival di Bergamo il 7 novembre

La redazione
Una passata edizione di Treviso Città Impresa
Una passata edizione di Treviso Città Impresa

Il Festival Treviso Città Impresa, dal 27 al 29 marzo, 17 dei 20 libri individuati come semifinalisti presentano opere che raccontano lavoro e impresa. Da qui nasceranno le cinquine finali del Premio Letteratura d’Impresa, tra narrativa e saggistica. Decisivo il ruolo della Giuria dei Lettori, che voterà i vincitori delle due sezioni al Festival Bergamo Città Impresa il 7 novembre.

Un percorso che costruisce una nuova narrazione del sistema produttivo italiano, tra innovazione, etica e responsabilità condivisa, laddove vive un equilibrio fragile e necessario: etica, responsabilità, futuro. Narrativa, biografie, storie d’impresa. Saggistica che indaga lavoro, sviluppo, cultura manageriale. Due traiettorie che convergono in un’unica ambizione: dare forma a una nuova narrazione del sistema produttivo italiano.

"Luigi Bevilacqua" di Rodolfo Bevilacqua (Antiga Edizioni). Ogni filo che prende vita sui telai settecenteschi della Tessitura Bevilacqua si fa espressione di un patrimonio inestimabile. A Venezia, dove l’acqua scorre tra i canali come un filo vivo, la tessitura diventa linguaggio universale, per raccontare valori e identità.

"Cuoio" di Gabriele Cavallini (Giulio Einaudi). A Santa Croce i conciaioli si tramandano il mestiere come una fede, imprigionati in capannoni che sembrano cattedrali, tra distese di pelle rese eterne dal cromo: «La pelle è il luogo in cui precipitano i ricordi di gente come noi». È lì che Michelangelo si ostina a restare.

"Il futuro non aspetta. Cambiare per (far) crescere" di Stefano Egea (Egea). Una scelta decisiva per l’Italia: continuare a essere un Paese «da numeratore», concentrato sul debito nel rapporto debito/PIL, o diventare un Paese «da denominatore», per far crescere il Pil con investimenti coraggiosi e visioni lunghe.

"Il mondo in un sacchetto" di Edoardo Pittalis (Antiga). «La forza di sperare quando gli altri si rassegnano, la forza di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, il futuro lo rivendica a sé».

"Dare forma alle meraviglie" di Massimo Colomban (Antiga). Dalla bottega artigiana della pianura veneta ai più audaci skyline del mondo: Massimo Colomban nel 1973 fonda la sua prima azienda e in meno di 25 anni costruisce la Permasteelisa Group, che riveste di vetro e acciaio i grattacieli più iconici del pianeta.

"Basta lavorare così" di Silvia Zanella (Bompiani). Se la nostra attività quotidiana ci toglie il sonno, è perché stiamo sbagliando qualcosa: noi stessi, i nostri capi, i datori di lavoro. Il lavoro sta subendo mutamenti profondi, ma la mentalità stenta a tenere il passo. Le nuove generazioni lo gridano forte.

"La varietà necessaria del potere" di Alberto F. De Toni (Guerini e Associati). La Toyota, la Compagnia di Gesù e... Star Wars. L’aumento della complessità non si affronta con soluzioni quali accentramento dei poteri e nuove posizioni di controllo, ma con un allargamento e con l’equilibrio dei poteri.

"Pensiero e approccio strategico" di Vittorio Coda e Marco Vitale (Guerini e Associati). Una riflessione profonda sul modo in cui psicologia, organizzazione e strategia si intrecciano, fornendo un modello innovativo per affrontare le sfide contemporanee e abbracciando l’incertezza come opportunità di crescita.

"La saggezza del fare impresa" di Angelo Luigi Marchetti (Marcianum Press). Atena, Ulisse, Prometeo ed Epimeteo, ma anche lo scontroso Efesto e il giovane e focoso Antiloco: quali lezioni hanno da insegnare questi personaggi all’imprenditore che vuole navigare nel business del presente e del futuro?

"Mina. La formula di un successo italiano" di Frank Pagano e Pierangelo Soldavini (Il Sole 24 Ore). Le probabilità che diventasse il faro della tv degli anni ‘60 e ‘70, e la voce più potente mai esistita nella storia della canzone, erano minime. Perché alle donne, da sempre, è stato concesso poco spazio. Fino all’avvento di Mina.

"La Fiat a Termoli. Per una storia della grande industria nel Molise (1969-1991)" di Maddalena Chimisso (Rubbettino). La grande impresa e la sua governance aziendale, esplorate attraverso le tante microstorie che hanno caratterizzato uno dei suoi impianti di produzione più periferici del Mezzogiorno.

"In mezzo alle cose che iniziano" di Valerio Pontarolo con Emanuele Termini (Bottega Errante). Da un paese trentino fino a Cordovado (Pordenone), dalla Carnia al Kenya; dalla ricostruzione dopo il terremoto del 1976, fino all’intuizione delle case in polistirolo. Valerio Pontarolo racconta la sua vita e le sue idee.

"Il maestro silenzioso" di Francesco Antonioli (Guerini Next). Giovanni Cottino, illuminato imprenditore torinese, è un esempio per tutti coloro che intendono coniugare trasparenza, generosità ed etica del lavoro. Un ingegnere divenuto filantropo che ha dimostrato che profitto e impegno sociale possono coesistere.

"Prendersi tutto. Io, Aristotele Onassis" di Anna Folli (Neri Pozza). Costruì un impero, comprò un’isola, strinse amicizia con i potenti del mondo, inventò Montecarlo, conquistò donne straordinarie. Ma vide anche il suo futuro ridotto in cenere nel drammatico incendio di Smirne, soffrì, si reinventò la vita...

"Soffitti di cristallo, radici d’acciaio" di Francesca Morandi con Silvia Pagliuca (Il Sole 24 Ore). Le storie personali di nove donne, imprenditrici e manager, che hanno saputo superare gli ostacoli e lasciare il segno diventano così strumento di riflessione e di ispirazione. L’Italia può diventare un Paese per donne?

"Giampietro Nardi. State comodi" di Pierluigi Masini (Antiga edizioni). Questo libro descrive la vita dell’uomo Giampietro Nardi e insieme del capitano d’impresa - «pioniere dell’Outdoor, il settore dell’arredamento e del design in cui oggi tutti cercano di accomodarsi» - come un lungo racconto.

"Il coraggio e la visione: Alessandro Magno e la leadership generativa" di Gianfranco Di Pietro e Andrea Lipparini (Guide Il Mulino). Aveva coraggio, carisma, abilità strategiche e capacità di spingere gli altri a compiere imprese... ma smarrì il legame emotivo con i soldati. Che cosa può insegnare tutto ciò ai leader di oggi?

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