Le manager di Top 100 sfidano l’incertezza: «Le imprese reagiscono»

Al Castello di San Salvatore la prima tappa degli eventi dedicati ai grandi gruppi del Nord Est. Ricerca Cribis sulle aziende a guida femminile: «Realtà sempre più strutturate»

Andrea Dossi

Non è solo una questione di numeri, ma di visione. Se la classifica Top 100 delle imprese di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige fotografa un’asticella che si alza – con un fatturato minimo che ha raggiunto i 526 milioni di euro – l’anteprima dedicata alle donne al Castello di San Salvatore a Susegana ha svelato l’anima di questa crescita.

L’evento, organizzato da Nord Est Multimedia e PwC, ha messo al centro le manager e le imprenditrici del Nord Est, che navigano in un’economia globale segnata da shock energetici e crisi geopolitiche. In un contesto dove la leadership femminile fatica ancora a emergere nei vertici assoluti della classifica, le testimonianze raccolte raccontano di una realtà in fermento, capace di trasformare le difficoltà in vantaggi competitivi.

Isabella Collalto de Croÿ, padrona di casa e titolare dell’azienda agricola Conte Collalto, ha aperto il dibattito analizzando la congiuntura del settore vitivinicolo, reduce dal Vinitaly: «La situazione è complessa tra dazi, calo dei consumi e una demonizzazione del bere. Noi abbiamo scelto di guardare il bicchiere mezzo pieno, trasformando la sfida in opportunità».

Per Collalto, la risposta sta nel valore intrinseco: «Puntare sulla qualità implica costi maggiori, ma bisogna educare a bere con moderazione e bene. Abbiamo un territorio con un’identità precisa e le Colline del Prosecco Unesco: dobbiamo unire questi tasselli per potenziare la fascia premium e l'enoturismo».

Anna Gregorio, Ceo della triestina Picosats, ha ripercorso la sua carriera: «Il mercato dei piccoli satelliti è nato come strumento didattico, poi abbiamo portato questa tecnologia sul mercato. Siamo partiti da zero e da soli; per testare in orbita un satellite servono 1,7 milioni di euro».

Oggi l’azienda nata come spin-off dell’Università di Trieste è una certezza: «Abbiamo lanciato il primo sistema 5G digitale, l'azienda conta oltre 20 persone e continuiamo ad assumere profili giovanissimi».

Elena Chiarella, responsabile Project management best Practice di Fincantieri, ha trasformato la sua esperienza in fabbrica in un modello di gestione. Ha spiegato come l'ingresso in cantiere, guardando l'intero processo produttivo, l'abbia affascinata fin da subito, nonostante la presenza femminile fosse esigua. Ha evidenziato come non abbia percepito ostacoli di genere, ma piuttosto lo stimolo costante a dare di più, interpretando il proprio ruolo con determinazione.

Secondo la manager, la capacità di tessere relazioni trasversali è stata fondamentale per standardizzare i processi e creare regole univoche in una fase in cui il mondo cambia velocemente.

Chiarella ha inoltre sottolineato la necessità di puntare sulla sostenibilità, con l’obiettivo di navi a emissioni zero entro il 2035, gestendo al contempo le difficoltà di reperimento materiali causate dai conflitti attraverso una programmazione preventiva.

Sul fronte energetico, Alberta Gervasio, ceo della friulana Bluenergy, non ha usato mezzi termini: «Viviamo una variabilità estrema dove anche un piccolo fatto stravolge il mercato. Nel 2022 mancava la disponibilità di gas, ora il tema è la sicurezza degli stoccaggi. Il 35% del gas che consumiamo serve a produrre energia elettrica, rendendo incerto il futuro delle aziende. Dobbiamo lavorare sulla differenziazione delle fonti, sulle rinnovabili e forse anche sul nucleare, puntando tutto sull’efficientamento dei consumi».

Silvia Moretto, Ceo di Db Group, vede nella logistica lo specchio delle crisi globali: «L’incertezza è la variabile killer dell’economia e nel 2025 ha toccato il picco. Gestiamo quotidianamente le crisi mediorientali che portano aumenti immediati dei costi del carburante. Se il conflitto superasse i nove mesi, sarebbe una catastrofe. Le nostre imprese, però, hanno reagito da tempo diversificando i mercati per non farsi trovare impreparate».

Oltre alle sfide esistenziali delle imprese, il tema trasversale dell’incontro è stato il ruolo delle donne.

Francesca Tironi, partner PwC Legal, ha centrato il focus sulla dignità del lavoro: «Per troppo tempo si sono manifestate asimmetrie dove il valore diventa solo un numero. Non bisogna concentrarsi sulla protezione della donna, ma dare lo stesso valore al lavoro indipendentemente dal genere. Il mondo del lavoro sta andando oltre il modello industriale e stanno emergendo competenze trasversali legate alla relazione e alla cura, dove le donne sono leader naturali».

I numeri presentati da Fiorenza Rossitto di Cribis offrono una realtà a due facce: «In base ai dati attuali, ci vorrebbero 120 anni per raggiungere la parità di dignità tra colleghi di sesso opposto. In Italia solo il 6% dei Ceo è donna. Eppure nel Triveneto sono nate 25 mila imprese femminili dal 2023, l’11% del totale nazionale. Sono realtà sempre più strutturate e società di capitali: il movimento non si arresta, arriveremo alla parità».

Raffaella Caprioglio, presidente di Umana, ha portato una nota di fiducia: «Sono ottimista, siamo partite tardi ed è normale che serva tempo per farsi spazio. Nella nostra agenzia l’85% delle neoassunte è donna e il 79% è under 30. Vedo donne straordinarie: dobbiamo solo aiutare le ragazze a crederci».

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