Mostra del Cinema, l’intelligenza artificiale sceglie i vincitori: Chang-dong e Bizét
Il pronostico si basa sui film che hanno vinto le ultime edizioni e sui gusti (presunti) della giuria

Cosa succede se si chiede a un’intelligenza artificiale di pronosticare il palmarès della prossima Mostra del cinema di Venezia? L’intelligenza artificiale, interrogata una prima volta, ha fatto quello che probabilmente faremmo tutti: ha guardato i nomi più famosi e li ha messi in cima. Martin McDonagh con Wild Horse Nine, Florian Zeller con Bunker, Nanni Moretti con Succederà questa notte, Danny Boyle con Ink, Werner Herzog con Bucking Fastard. Un pronostico comprensibile, ma anche abbastanza prevedibile. Allora abbiamo fatto notare all’IA una cosa ovvia: non stava facendo davvero un pronostico, semmai si era limitata a comporre un podio basato sulla notorietà di certi autori. Il prompt successivo è stato quindi diverso: rifai il pronostico considerando quali film sono stati premiati dalle giurie negli ultimi anni. Ed è qui che l’esperimento ha cominciato a farsi interessante.
Il cambio di prospettiva
Guardare gli ultimi Leoni d’Oro cambia parecchio la prospettiva. Nel 2022 ha vinto il documentario Tutta la bellezza e il dolore di Laura Poitras; nel 2023 Povere Creature di Yorgos Lanthimos; nel 2024 The Room Next Door di Pedro Almodóvar; nel 2025 Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch. Quattro film molto diversi, impossibili da ricondurre a un’unica estetica, ma con una caratteristica comune: una forte identità autoriale. Ancora più interessante è guardare ai Gran Premi della Giuria, considerati come le medaglie d’argento del podio. Saint Omer, Il male non esiste, Vermiglio e La voce di Hind Rajab raccontano una storia diversa. Sono film nei quali la dimensione politica, sociale o intimamente personale ha un peso importante.
Le personalità della giuria
Per approfondire ulteriormente il ragionamento abbiamo chiesto all’IA di considerare anche le personalità che compongono la giuria e a questo punto l’IA, incalzata dalle nostre osservazioni, ha deciso di costruire un vero modello, assegnando a ogni film cinque punteggi: forza autoriale, affinità con la giuria, somiglianza con i film premiati recentemente a Venezia, potenziale critico e possibilità di entrare nel palmarès.
Il sistema a punteggi
Il risultato è cambiato sensibilmente portando come nuovo favorito Possible Love di Lee Chang-dong. La motivazione è che «il suo cinema sembra avere caratteristiche compatibili con il tipo di film che una giuria veneziana può premiare». Possible Love racconta l’intreccio tra due coppie, desideri nascosti e relazioni che si complicano. È un film lungo, fortemente centrato sui personaggi e sulle ambiguità dei rapporti umani. Il pronostico dell’IA gli assegna circa il 19 per cento di probabilità di conquistare il Leone d’Oro. Una percentuale da prendere naturalmente con cautela. Non è una quota elaborata da un bookmaker né il risultato di un vero algoritmo predittivo. È un modo per trasformare in numeri un ragionamento qualitativo.
La classifica

Il secondo posto viene occupato da The Echo Chamber di Andrea Pallaoro. Un film con un cast importante — Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon — e che affronta temi come amore, dipendenza e controllo. La presenza di Bernardo Bertolucci, autore dell’ultima sceneggiatura da cui il film prende origine, aggiunge ulteriore interesse. Al terzo posto arriva Un bon petit soldat di Stéphane Brizé. Il film affronta il conflitto tra gli obiettivi di un’azienda e il benessere dei lavoratori, attraverso le vicende di una dirigente delle risorse umane interpretata da Alba Rohrwacher. Il cinema di Brizé è da tempo interessato al lavoro, alle disuguaglianze, ai rapporti di potere. Non è difficile immaginare perché un film del genere possa risultare interessante per una giuria composta da personalità con sensibilità molto diverse, ma accomunate da un forte interesse per il cinema d’autore e per le storie individuali inserite in contesti sociali più ampi. Qui l’IA arriva a una previsione ancora più interessante: il film potrebbe non vincere il Leone d’Oro, ma ha una concreta possibilità di Gran Premio della Giuria o di premio alla protagonista.
L’outsider

Il pronostico viene anche arricchito da un outsider, si tratta di A Bit of Light di Ali Asgari. È iraniano, affronta una situazione esistenziale estrema, mette al centro un individuo e il rapporto con la propria famiglia e con il futuro. E Moretti? Nanni Moretti rimane comunque tra i primi cinque favoriti con Succederà questa notte. Ma anche qui l’IA, dopo essere stata “corretta”, smette di considerarlo favorito semplicemente perché è Nanni Moretti. Il suo vantaggio è piuttosto legato alla tradizione veneziana e al precedente di Vermiglio. Se il film dovesse funzionare, Moretti potrebbe entrare nella corsa per il Leone, ma anche per il Gran Premio, la regia o la sceneggiatura.
Gli scenari
Prima di vedere i film, nessuna intelligenza artificiale può sapere quale sarà il Leone d’Oro. Può soltanto costruire scenari sulla base delle informazioni disponibili. E soprattutto non può prevedere quella variabile che, a Venezia, spesso decide tutto: la reazione umana davanti a un film. Per questo il pronostico dell’intelligenza artificiale va preso per quello che è: un gioco ragionato, non una profezia. Ma proprio come gioco è interessante. Ad oggi la “schedina” costruita insieme all’IA, sarebbe questa: Leone d’Oro a Possible Love; Gran Premio a Un bon petit soldat ; regia a Hirokazu Kore-eda per Look Back; sceneggiatura a The Echo Chamber; Coppa Volpi femminile ad Alba Rohrwacher e maschile a Luca Marinelli. Con le possibili sorprese: A Bit of Light, The Echo Chamber e L’Estranea. Poi, naturalmente, arriveranno le proiezioni. E a quel punto sarà interessante tornare da questa stessa intelligenza artificiale e dirle una cosa molto semplice: adesso i film li abbiamo visti. Rifacciamo il pronostico. Quella, probabilmente, sarà la parte più divertente dell’esperimento.
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