L’otto marzo e quegli stereotipi da combattere che lo rendono ancora necessario

I modelli di ruolo ci condizionano facendoci sentire tutti, maschi e femmine, un po’ meno liberi di essere quello che vogliamo davvero

Yoko Yamada
Yoko Yamada fotografata da Tommaso Galora
Yoko Yamada fotografata da Tommaso Galora

Perché dobbiamo festeggiare le donne come fossimo una minoranza quando siamo il genere maggioritario della popolazione mondiale?

Risposta semplice: perché siamo una società patriarcale che si fonda su rigidi modelli di maschile e femminile e quelli delle donne sono modelli incentrati sul subordine.

Risposta articolata: perché gli stereotipi di cosa sia “da femmina” o “da maschio” influiscono sui modelli di ruolo, potere e aspettative che condizionano tutto - relazioni, opportunità, futuro - facendoci sentire tutti, maschi e femmine, un po’ meno liberi di essere quello che vogliamo davvero. Ma noi donne, di più, dai. Seguitemi, se vi va. I modelli, dicevamo: da dove arrivano questi modelli se non dagli stereotipi? Esatto, gli stereotipi, il nemico comune. Il male.

Se dovessi visualizzarli direi che sono la cacca che ti scappa dopo la doccia, il calzino che scivola in fondo alla scarpa mentre cammini, la tazzina sporca rimasta sulla mensola quando hai già lavato tutto e tolto pure i guanti, il sacchetto dell’umido che ti si apre e si rovescia tutto sulle scale e tu vorresti metterti a urlare e piangere come un vitello ma ti tieni tutto dentro.

Per non parlare degli stereotipi nella coppia, quelli che fanno i danni maggiori e che, confesso, sono quelli che io personalmente faccio un po’ fatica a capire perché sembrano ad appannaggio solo della relazione eterosessuale. Eh già perché, vi rendete conto di quanti stereotipi sulle coppie etero ci sono? Impressionante, sono decine ed io me ne sono resa conto solo in questi ultimi anni di battaglie per la parità…ragazzi voi etero siete pieni di stereotipi.

Sulle coppie lesbiche non c’è niente. Niente! Vi rendete conto? Nel 2026? Ma perché si parla tanto di equità e inclusione e io mi devo sentire invisibilizzata, esclusa?

L’ho detto a mia morosa: io sono stufa. Noi contiamo esattamente come gli altri, va bene? Lei all’inizio era titubante ma poi l’ho convinta, ora siamo organizzate: a giorni dispari io “proteggo” e lei “accoglie” a giorni pari lo fa lei. Più complicato quando sono in tour ma d’altronde i diritti vanno conseguiti con piccole conquiste.

Ancora: per lo stereotipo che nella coppia lei è più “docile e più portata alla cura” degli altri mentre lui è più “impulsivo e tendente all’aggressività” ci siamo lo divise dal primo gennaio a Ferragosto lei e da Ferragosto al 31 dicembre io. Non vi dico che Capodanno di merda.

Non è facile certo, ma ce la stiamo veramente mettendo tutta per vivere e raccontare il mondo delle donne come lo viviamo noi da dentro e, se così eroderemo quei modelli che fanno dell’8 marzo un giorno ancora necessario, ben venga.

 

*Yoko Yamada, finalista di Italia's Got Talent nel 2023 e vincitrice nello stesso anno del Premio Satira di Forte dei Marmi come migliore stand-up comedian, porta sempre in scena tutta la sua ironia, conquistando i pubblici più variegati.

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