Sedici anni, un biglietto per New York: Noemi e il sogno della danza
Ha 16 anni e una scelta grande davanti. Dopo l’esperienza alla summer school negli Stati Uniti, Noemi Barbon è stata ammessa alla Joffrey Ballet School di New York. Dal 2026 il suo percorso passa oltreoceano, tra studio, sacrifici e danza

«Credo che la danza sia per me una liberazione. Quando ballo mi sento leggera, non solo nel corpo, ma anche nell’anima, perché riesco a staccare la testa dai problemi, dai pensieri pesanti, che mi stressano. Inoltre la danza è un linguaggio del corpo che parla a tutti e che può unire tutti».
È il sentire intenso, limpido e vibrante di Noemi Barbon, 16 anni appena, con la testa sulle spalle e i piedi sospesi in aria, quando si libra in spaccata, quando salta in jeté e quando, con estrema naturalezza e bellezza, volteggia sulle punte come fosse una libellula.
Da Dosson di Casier, in provincia di Treviso, dove vive con la famiglia e dove frequenta la scuola di danza Center Study Ballet, è pronta per spiccare il volo alla prestigiosa Joffrey Ballet School di New York, che dopo averla conosciuta l’estate scorsa per la summer school, l’ha ammessa al suo percorso accademico biennale da agosto 2026.

Verso Broadway
«Noemi Barbon ha sostenuto varie audizioni e sarebbe stata presa anche in altre scuole di danza, da Londra a Los Angeles – svela la sua insegnante Rosita Noviello, direttrice della Center di Dosson – ma abbiamo scelto insieme la Joffrey perché da un lato aderisce maggiormente alle sue esigenze fisiche e tecniche, e dall’altro è un’accademia che forma in tutte le discipline, favorendo diversi sbocchi lavorativi, tra cui i teatri di Broadway, che sono la naturale prosecuzione per chi esce da questa scuola».
Adesso Noemi, studentessa del corso di turismo al centro studi Paideia di Treviso, dovrà prepararsi ad una scelta importante ma non priva di incertezze: una prospettiva che potrebbe spaventare qualsiasi ragazza ma non lei.

«Inseguire il mio sogno mi pare il minimo – dichiara decisa Noemi – certo sono emozionata e ho anche un po’ di timore, perché so che trasferirmi a New York significa essere lontana dai miei genitori e dai miei amici, ma è un’occasione importante, che ho sognato da sempre e per la quale ho lavorato molto».
Una prima prova, superata, l’aspirante étoile l’ha fatta l’estate scorsa quando ha potuto frequentare la Joffrey per i corsi estivi, facendosi ammettere all’accademia e saggiando la vita newyorkese che l’aspetta.
«In questa occasione mi ha accompagnato mia madre e ho avuto il sostegno di una cara amica venuta a trovarmi – racconta Noemi – ma ho anche conosciuto molte persone nuove, tra cui gli insegnanti, che oltre ad essere preparatissimi, sono gentili e disponibili. La cosa che mi ha arricchito di più è stata imparare tecniche e stili diversi, oltre alle variazioni e ai passi a due di classica, mi sono sentita davvero dall’altra parte del mondo approcciandomi al ballo moderno, al jazz, all’hip hop, ma anche all’afro dance e alle coreografie di contemporaneo».

La preparazione
Noemi fin da bambina ha praticato ginnastica artistica ad alti livelli, costruendo una solida base tecnica ed esercitando una rigorosa disciplina, che l’hanno portata ad imparare la danza classica con la tecnica russa vaganova già a dieci anni e ad approdare alla scuola Center Study Ballet di Dosson, dove si allena per una media di tre ore al giorno con tre insegnanti, Rosita Noviello per il classico e jazz, Ilenia Rubin per il contemporaneo, e Iaia Fuentes del balletto di Cuba.
Gli obiettivi
«Mi piacerebbe diventare una professionista – chiude Noemi – danzare nei teatri e fare tour in tutto il mondo, magari debuttando con “La Bayadère”, che è il mio balletto preferito. Le mie figure di riferimento sono Nicoletta Manni, étoile della Scala di Milano, e Marianela Núñez, prima ballerina del Royal Ballet a Londra». Per coprire le spese di frequenza dei corsi, del costo di 45 mila euro annui, la scuola sta cercando di farle ottenere una borsa di studio.
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