Le donne e l’autocoscienza collettiva contro l’imbroglio del neutro
Il neutro non esiste in natura, ma imperversa in tutti gli aspetti dell’organizzazione sociale, nello stabilire la quale invece si dovrebbe tenere conto che la donna è diversa dal maschio e pretende di esser riconosciuta e rispettata come tale, non nascosta, camuffata

Quando arriva l’8 marzo ci rimettiamo a pensare alle donne. Non è una cerimonia ripetitiva, e ormai vuota di sostanza come pure ho pensato con insofferenza quando ero giovane.
No, va bene così: per un giorno, in tutto il mondo, le donne sono sollecitate a pensare a sé stesse, e i maschi obbligati a pensare a loro.
In definitiva si tratta di un giorno di autocoscienza collettiva, quella straordinaria pratica che cominciò a esser esercitata all’inizio del nostro femminismo, negli anni ’70, di cui da principio non avevo capito il senso, e anzi mi irritava il fatto che a un certo punto le donne avessero deciso che volevano stare da sole fra di loro e si separarono dalle riunioni “miste”.
Perché le donne ancora non sanno cosa sono, tanta è stata la prepotenza maschile che le ha ingabbiate nella loro identità, presentata come “neutra” e invece tutta disegnata sul maschio.
All’inizio,lo confesso, questi gruppi di autocoscienza mi irritarono, non avevo capito che,come aveva scritto Simone de Beauvoir, scoprire cosa voglia dire essere donne è il lavoro di tutta una vita e che quei gruppi erano in realtà una grande inchiesta su sé stesse.

E dunque ben venga l’8 marzo che non è retorica ripetizione, ma invece un sacrosanto richiamo, uno stimolo, a cercare di capire cosa siamo, a liberarci di quello che io chiamo “l’imbroglio del neutro”, perpetrato da tutte le nostre leggi, costituzioni, regole, forme di organizzazione della vita collettiva.
Ecco, io vorrei che su questo ci impegnassimo a riflettere perché io avverto ancora assai pesante questo imbroglio, tant’è vero che finiamo per subirlo senza profferire parola. Pensate, per esempio, alle “quote rosa”.
Forse sono state utili quando volevamo dimostrare che le donne erano capaci di esercitare le professioni tradizionalmente riservate ai maschi e va bene,ma ora lo abbiamo dimostrato. Oggi che le donne almeno in Italia sono diventate addirittura maggioranza nella magistratura e nel settore della salute forse dovremmo denunciare l’imbroglio.
La categoria dei manager, dove le donne sono diventate negli ultimi anni piuttosto numerose, ha raccolto dei dati. E’ risultato che i maschi manager hanno figli al 95%, le donne manager solo al 30. E’ certo un diritto per le donne decidere se avere o non avere figli, ma è anche un diritto permetter loro di averne senza esser sottoposte allo stress che questo comporta per chi lavora in una società tutta organizzata secondo criteri maschili e che così poco ha pensato a rendere più facile la maternità accompagnata al lavoro quando non ci sono asili nido,o non hanno orari compatibili,servizi di cura socializzati, ma non solo questo.
E’ che il corpo della donna è entità ancora clandestina, quasi fosse illegittima.
Pensate che ancor oggi in molte categorie, quando il sindacato va al rinnovo dei contratti collettivi, e di regola in questi c’è sempre un riferimento ai danni che quella prestazione lavorativa potrebbe apportare alla salute del lavoratore, il danno viene verificato sul corpo maschile!! Ma così si fa in tanti campi, per i medicinali, anche,per esempio.
E allora io vorrei che il movimento femminista, in tutte le sue varietà, dedicasse più attenzione all’imbroglio del neutro.
Il neutro come sappiamo non esiste in natura, ma imperversa in tutti gli aspetti dell’organizzazione sociale, nello stabilire la quale invece si dovrebbe tenere conto che la donna è diversa dal maschio e pretende di esser riconosciuta e rispettata come tale, non nascosta, camuffata. Vorrei che a questo venisse dedicato l’8 marzo. (Se non ci muoviamo rischiamo che il diritto al lavoro e all’accesso a tutte le carriere diventi vano,oggi che c’è il signor Meloni che vorrebbe rimandarci tutte a casa.)
*
Luciana Castellina è una politica, giornalista e scrittrice italiana, parlamentare, più volte eurodeputata, autrice di numerose pubblicazioni
Riproduzione riservata © il Nord Est






