Il paradosso del gender gap: ora sono i maschi (più giovani) a temere di essere discriminati dai diritti delle donne
Il report per l’International Women’s Day ha rilevato l’opinione di uomini e donne riguardo l’uguaglianza di genere. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, l’analisi mostra come baby boomer, generazione X e millennial abbiano posizioni più progressiste rispetto ai più giovani

«La promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne è andata talmente oltre che ora sono gli uomini a essere discriminati». Secondo quanto rilevato dal rapporto Ipsos per l’International Women’s Day 2026 lo pensa il 57% degli uomini della generazione Z.
Una presunta inversione di rotta che, come dimostrano i dati sulle difficoltà di madri e donne nel mondo del lavoro, non è supportata dai dati. In Italia e nel Nordest si fatica infatti ad avanzare sulle tematiche in questione: donne e madri faticano a trovare lavoro, molto più dei coetanei uomini.
A dispetto di quanto si potrebbe pensare, l’analisi mostra come baby boomer, generazione X e millennial abbiano posizioni più progressiste rispetto ai più giovani. Per quanto riguarda i baby boomer, infatti, “solo” il 42% degli uomini si è dichiarato concorde con l’affermazione che vedrebbe gli uomini discriminati dall’ottenimento dai nuovi diritti ottenuti dalle donne. Il miglioramento delle condizioni delle donne viene avvertito quindi come un pericolo tra le generazioni più giovani.
Sul tema è netto il balzo percentuale che intercorre tra baby boomer e generazione X: sono ben dieci i punti di differenza.
Anche la generazione X, infatti, si mostra preoccupata per una presunta discriminazione: il 52% degli uomini appartenenti a tale categoria teme che si possa arrivare a una discriminazione contro di loro. Dato analogo per i millennial, che riscontra questo timore nel 54% dei casi.

Molti uomini, e in particolare i più giovani, ritengono anche che sia richiesto un impegno eccessivo per supportare la parità di genere. Differente la visione delle donne, che richiedono maggiore impegno nel campo.

Conforta invece l’opinione degli italiani sull’uguaglianza. Il 78% di intervistate e intervistati ha infatti dichiarato che è importante ottenere l’uguaglianza tra uomini e donne. Anche in questo caso va però rilevata una differenza tra le opinioni, che variano in base al genere: solo il 72% degli italiani sostiene questa scelta, contro l’84% delle donne.
Nonostante il distacco percentuale, solo gli uomini indiani si sono mostrati più in favore dell’uguaglianza tra generi e la media nazionale, in questo campo, rimane comunque ben più alta di quella mondiale, che ammonta al 62%.

Il desiderio di maggiore parità potrebbe essere legato alla percezione di scarso equilibrio tra generi. Il 49% degli intervistati ritiene infatti che gli uomini abbiano più possibilità di scelta riguardo al tipo di lavoro che possono svolgere.
Una minima parte (solo il 6%) ritiene che le donne conservino la stessa libertà di scelta degli uomini in questo campo. Con un divario di 40 punti percentuali, l'Italia si colloca tra i paesi con la percezione di squilibrio maggiore in questo ambito, insieme a Francia, Giappone e Belgio.
Il fattore culturale: la percezione del ruolo di donne e uomini nel nucleo familiare e al lavoro
Colpisce la distanza di opinioni tra gli italiani e la percezione di quello che pensa la società. Il 77% degli intervistati ritiene infatti che sia il padre sia la madre dovrebbero occuparsi della cura dei figli.
Allo stesso tempo, però, gli italiani riscontrano una arretratezza culturale sul tema: circa uno su tre pensa infatti che la maggior parte dei connazionali ritenga che sia ancora la donna la principale responsabile della cura dei figli. In Italia è dunque forte la sensazione che il pregiudizio sui ruoli tradizionali all’interno del nucleo familiare non sia stato superato.
Lo studio si è interrogato anche sull’attrattività che i ruoli svolti all’interno della società e del nucleo familiare comportano. Le opinioni, in questo campo, sono varie. Secondo il 27% degli italiani, infatti, le donne sono più attraenti se hanno una carriera lavorativa di successo, mentre il 28% pensa il contrario. In maggioranza chi pensa che la professione della donna non influisce sull’attrattività della persona (36%).
Dall’altra parte, invece, il 32% degli italiani ritiene che gli uomini che si assumono responsabilità di cura all’interno del nucleo familiare siano più attraenti.
Complessivamente, sia a livello nazionale sia a livello mondiale, le perplessità legate al coinvolgimento degli uomini nel complicato cammino verso l’uguaglianza di genere mostra come il percorso verso la parità sia ancora lungo. Gli stessi italiani che hanno risposto al sondaggio riscontrano una certa arretratezza culturale che rischia di complicare il cammino.
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