Astrosamantha alle ragazze che sognano di volare: «Non c’è bisogno di essere eccezionali. Basta fare il primo passo»

Il videomessaggio dell’astronauta in occasione del Fiorenza Day dedicato a Fiorenza De Bernardi, prima donna pilota di linea italiana: «Grazie a quelle donne che hanno avuto il coraggio di perseguire strade che nel loro tempo non erano per niente normali, dimostrando come serietà e competenza siano sempre più forti delle aspettative della propria epoca»

Rubina Bon
Fiorenza de Bernardi ai comandi dello Yakovlev Yak-40 I-JAKA di Aertirrena, a fianco Samantha Cristoforetti nel suo videomessaggio per il Fiorenza Day
Fiorenza de Bernardi ai comandi dello Yakovlev Yak-40 I-JAKA di Aertirrena, a fianco Samantha Cristoforetti nel suo videomessaggio per il Fiorenza Day

«Basta volerlo, basta un po’ di studio e basta fare il primo passo». Pare facile, se a dire cosa serve per fare del volo una professione è Samantha Cristoforetti, astronauta e ingegnera, che nel proprio curriculum può scrivere di essere stata la prima donna italiana negli equipaggi dell’Agenzia Spaziale Europea e la prima donna europea comandante della Stazione spaziale internazionale.  

Astrosamantha si rivolge proprio alle ragazze che sognano di volare per lavoro in un videomessaggio diffuso in occasione del primo Fiorenza Day per celebrare Fiorenza De Bernardi, la prima donna pilota di linea italiana che si è spenta lo scorso dicembre, quando mancava poco ai 98 anni. 

Ma nel mondo del volo è una figura storica perché capace di aprire al genere femminile anche in Italia la cabina di pilotaggio, abbattendo iniziali pregiudizi e diffidenze in un'epoca in cui ce ne erano ancora molti.

Ed è nato così il Fiorenza Day, la prima Giornata nazionale dedicata alla promozione del volo al femminile, istituita dall’Associazione Donne dell’Aria (Ada).

La storia di Fiorenza De Bernardi

Nata a Firenze nel gennaio 1928, come ha raccontato lei stessa in numerose interviste ma anche nel sito che curava personalmente, Fiorenza De Bernardi inizia a volare nel 1951 con il padre Mario - aviatore, colonnello pilota dell'Aeronautica militare italiana, Medaglia d'argento al valor militare - su un piccolo un piccolo aereo da turismo, inizialmente per sport, gareggiando in Italia e in Europa.

Nel 1966, grazie al permesso concesso dall’Aeronautica militare ad alcuni civili già con esperienza, frequenta un corso strumentale basico alla scuola militare di Alghero, prende lezioni da istruttori dell'Alitalia e, dopo aver superato gli esami tra cui quelli di navigazione, aerotecnica, meteorologia, medicina aeronautica, ottiene il brevetto commerciale. Nel 1967 viene così assunta da Aeralpi diventando la prima pilota di linea in Italiana (e quarta o quinta nel mondo).

«I piloti della Aeralpi mi osservavano con diffidenza ma poi divennero i miei sostenitori e grandi amici», raccontava. Sempre attraverso Aeralpi, vola anche per Alitalia, con «passeggeri AZ che spesso chiedevano, per il volo successivo, di volare ancora con me».

Nel 1969 viene assunta da Aertirrena e diviene la prima comandante donna in Italia. Pilota voli taxi e durante queste periodo viene mandata a Mosca per un corso sul jet. Fiorenza vola in India, Afghanistan, Kuala Lumpur, Bali, Grecia. Nel frattempo diviene pilota di volo a vela e poi di linea.

«Feci anche il corso di volo in montagna diventando la prima pilota donna in Italia con licenza di pilota di ghiacciai, un'esperienza incredibile. Tutto questo lo devo ai miei genitori, ai quali sarò sempre grata per la libertà delle mie scelte», diceva ancora. Nel 1980 ottiene un corso con Alitalia per pilotare il quadrimotore DC8, nel frattempo Aertirrena diventa Avioligure e vola anche in America e Africa. Per lei che ormai abita i cieli è un brutto incidente automobilistico a costringerla alla pensione, chiudendo con un paio di anni prima del previsto la sua carriera.

Il videomessaggio di Astrosamantha

«Oggi quando ci sediamo in un aeroplano e sentiamo una voce femminile che ci parla dal cockpit non ci sorprendiamo. È una cosa normale vedere pilote, comandanti, controllori di volo, ingegnere, astronaute. E’ tutto normale», ha detto Cristoforetti nel suo videomessaggio per il Fiorenza Day, «Ma questa normalità si è costruita passo dopo passo, prima volta dopo prima volta, grazie a donne che hanno avuto il coraggio di perseguire strade che nel loro tempo non erano per niente normali. E Fiorenza è stata davvero una di queste».

L'astronauta ha così ricordato «il primo brevetto di volo nel 1951, prima pilota di linea in Italia nel 1967, comandante un paio di anni dopo su rotte difficili, impegnative, di montagna, dove serve tanta competenza talento e anche tanto sangue freddo, su rotte difficili di montagna, in cui servono competenza e sangue freddo».

Ma Fiorenza «non ha mai chiesto a gran voce di essere ricordata come qualcosa di eccezionale, ha fatto parlare i fatti. Dimostrando come serietà e competenza siano sempre più forti delle aspettative del proprio tempo».

Alle pilote e a chi vuole diventarlo, Astrosamantha ha quindi inviato un appello: «Il cielo è aperto. Parlate con le persone nell’aero club, con chi vola, insegna, non c’è bisogno di essere eccezionali o eccezionalmente coraggiose per volare. Basta volerlo, basta un po’ di studio e basta fare il primo passo».

Riproduzione riservata © il Nord Est