Voto fuorisede nel 2027: la guida pratica su requisiti, scadenze e il vincolo dei 9 mesi

Via libera all'unanimità all'emendamento per le Politiche: la platea interessata, a Nordest, è di 40 mila giovani. Chi vive lontano da casa per studio o lavoro dovrà dimostrare il domicilio prolungato, ridotto a 3 mesi per i motivi di salute

Daniela Larocca

C'è un rito che si ripete a ogni tornata elettorale da decenni: valigie riempite in fretta il venerdì sera, treni e autostrade presi d'assalto, biglietti prenotati con settimane di anticipo solo per poter mettere una croce su una scheda.

Sono gli studenti universitari lontani da casa, i lavoratori trasferiti per un contratto, i pazienti in cura in un'altra città: milioni di italiani costretti, ogni volta, a scegliere tra il proprio diritto di voto e il proprio portafoglio, tra un weekend di studio o di lavoro e centinaia di chilometri da percorrere. Ieri, alla Camera, quel rito è stato messo in discussione: con un voto unanime, l'Aula ha aperto la strada a una riforma che promette di cambiare le cose già dalle elezioni politiche del 2027.

L’approvazione alla Camera

La Camera dei deputati ha approvato all'unanimità l'emendamento della maggioranza alla legge elettorale che introduce la possibilità per gli elettori fuorisede di esercitare il diritto di voto nel luogo in cui vivono temporaneamente. Il provvedimento, che ha ottenuto 353 voti favorevoli, nessun contrario e il parere positivo del governo, punta a risolvere le storiche difficoltà logistiche ed economiche di milioni di cittadini, in particolare studenti universitari e lavoratori, costretti fino ad oggi a rientrare nei Comuni di residenza per votare.

L'emendamento, firmato in origine dal deputato di Fratelli d'Italia Fabio Roscani insieme ai rappresentanti di Lega, Forza Italia e Noi Moderati, è stato parzialmente riformulato in commissione Affari costituzionali prima di approdare in Aula, ampliando i criteri di accesso. Se la legge elettorale completerà l'iter con l'approvazione del Senato, le elezioni politiche previste per il 2027 rappresenteranno la prima occasione di applicazione della nuova misura.

Dal premio di governabilità allo sbarramento: ecco la nuova legge elettorale approvata alla Camera in breve
La redazione
L'Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti

Come funziona e quali sono i requisiti per fare domanda

La nuova norma stabilisce che chi si trova temporaneamente domiciliato in un Comune situato in una provincia diversa da quella di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, possa richiedere l'iscrizione in un apposito elenco speciale per i fuorisede. Una volta inseriti in questa lista, i cittadini potranno votare nel Comune di domicilio per le elezioni politiche, europee e per i referendum nazionali, esprimendo la propria preferenza per i candidati del collegio associato al territorio in cui dimorano temporaneamente.

I requisiti temporali prevedono una permanenza minima documentata di almeno nove mesi per chi si sposta per motivi di studio o di lavoro. Per coloro che invece si trovano lontani da casa per ragioni di salute, la riformulazione del testo ha ridotto il periodo minimo richiesto a tre mesi.

La domanda di iscrizione all'elenco dei fuorisede dovrà essere presentata al Comune di domicilio, anche tramite canali telematici, allegando un documento d'identità e l'attestazione della propria condizione di studente, lavoratore o paziente. I termini prevedono la possibilità di presentare la richiesta entro il 31 dicembre di ogni anno, con una finestra flessibile di 30 giorni dall'inizio della nuova condizione per chi acquisisce i requisiti successivamente, e comunque non oltre i 45 giorni antecedenti la data della consultazione elettorale.

Il Nordest e i suoi fuorisede: i numeri

Se c'è un'area del Paese in cui questa riforma tocca da vicino la vita quotidiana di decine di migliaia di persone, è proprio il nostro Nordest, attraversato da un doppio flusso di studenti in movimento.

Da un lato ci sono i giovani che lasciano Veneto e Friuli Venezia Giulia per studiare altrove. Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni italiane con la quota più alta di studenti universitari che scelgono di iscriversi fuori regione: circa il 28% dei suoi iscritti, una percentuale sopra la media nazionale.

Il Veneto, pur avendo una percentuale di partenze più contenuta, è la regione che in valori assoluti perde più studenti dopo la Puglia: nell'anno accademico 2022/23 sono stati oltre 34.100 i giovani veneti che hanno lasciato la regione, secondo un'elaborazione Younipa su dati del Ministero dell'Università e della Ricerca.

Dall'altro lato, però, c'è il flusso opposto, altrettanto rilevante ai fini della nuova legge: quello di chi arriva in Veneto e Fvg da altre regioni per studiare, e che oggi deve tornare a casa ogni volta che si vota. Secondo un'elaborazione basata sul Rapporto Anvur, nell'anno accademico 2021/2022 gli immatricolati negli atenei del Friuli Venezia Giulia sono stati 5.498, di cui 1.542 provenienti da altre regioni (in gran parte dal Veneto, con 962 matricole). Per il Veneto, Il Bo Live, il magazine dell'Università di Padova, riporta - sempre su dati Anvur - che il 18,7% degli immatricolati negli atenei veneti proviene da fuori regione: su una platea di circa 119-127 mila immatricolati/iscritti, si tratta di diverse migliaia di studenti ogni anno, anche se non è disponibile un dato assoluto aggiornato e specifico.

La misura sperimentale per le Europee

A completare il quadro, i dati delle elezioni europee del 2024, quando fu introdotta per la prima volta una misura sperimentale di voto agevolato per gli studenti fuorisede iscritti in altri Paesi Ue: in quell'occasione furono 7.713 gli studenti che chiesero di votare nella Circoscrizione Nord-Est, comprendente Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, un numero secondo solo a quello della Circoscrizione Nord-Ovest, come riportato da Pagella Politica sulla base dei dati diffusi dal Ministero dell'Interno.

Va detto che quella misura del 2024 riguardava un bacino molto più ristretto (solo gli studenti iscritti in un altro Stato membro dell'Unione europea), mentre la nuova legge approvata alla Camera avrebbe una platea potenziale molto più ampia, includendo sia chi parte dal Nordest per studiare altrove sia chi vi arriva da altre regioni, oltre a chi si sposta per lavoro o per motivi di salute. Per questo i numeri complessivi dei “fuorisede nordestini" che potrebbero usufruire della nuova norma sono destinati a essere significativamente più alti di quelli registrati finora, e a coinvolgere entrambe le direzioni del flusso migratorio universitario che attraversa la regione.

Il dibattito politico e il ruolo della società civile

Nonostante il voto favorevole espresso in modo unanime, non sono mancate le polemiche da parte delle forze di minoranza. Esponenti dell'opposizione hanno giudicato tardivo l'interesse della maggioranza, ricordando come precedenti proposte sul tema fossero state accantonate in Senato, e hanno contestato la scelta di legare il voto ai candidati del collegio di domicilio anziché a quelli del territorio di residenza. Sono state inoltre sollevate preoccupazioni per il carico burocratico che la gestione di queste procedure complesse rischia di riversare sulle amministrazioni comunali.

L'approvazione della Camera rappresenta comunque il traguardo di un lungo percorso di mobilitazione esterna portato avanti da realtà della società civile, tra cui Will Media, Rete Voto Fuorisede e The Good Lobby. Queste organizzazioni, che hanno sostenuto l'iniziativa anche attraverso una proposta di legge popolare forte di oltre 50mila firme, hanno espresso grande soddisfazione per il segnale bipartisan giunto dall'Aula, definendolo un passo fondamentale verso un sistema elettorale più inclusivo.

Riproduzione riservata © il Nord Est