Perché quasi tutti gli assalti ai furgoni blindati avvengono in Puglia

Negli ultimi due anni il gruppo Battistolli ha subìto 14 assalti e ben 12 si sono verificati in Puglia. Numeri, rotte e modalità di azione dei commando

Sabrina Tomè
Una foto del furgone portavalori assaltato sulla statale 613 la superstrada che collega Lecce a Brindisi
Una foto del furgone portavalori assaltato sulla statale 613 la superstrada che collega Lecce a Brindisi

Assalto al portavalori del gruppo vicentino Btv Battistolli ieri mattina lungo la statale 613 tra Brindisi e Lecce. Un commando di almeno 6 persone armate di kalashnikov, è entrato in azione spargendo chiodi sull’asfalto, mettendo un furgone di traverso e facendo infine esplodere il blindato. I banditi non sono riusciti a impossessarsi del bottino grazie all’immediato intervento dei carabinieri con i quali c’è stata una sparatoria.

Due dei rapinatori, che avevano tentato la fuga attraverso i campi, sono stati fermati. Devastati i mezzi, ma fortunatamente non ci sono stati feriti. Due i furgoni della Battistolli coinvolti, il primo con a bordo tre persone e l’altro due. Fortissimo lo choc tra le guardie giurate (tutte della filiale di Brindisi), considerate le modalità estremamente violente, da Far West, con le quali è stato condotto l’assalto. «Scene di forte impatto che colpiscono profondamente l’azienda e tutti noi come cittadini», si legge in una nota diffusa in serata dal Gruppo che conta 6 mila dipendenti e una flotta di 1.300 mezzi. «La priorità è che i colleghi siano incolumi e che possano ora riprendersi: per questo è stato individuato un percorso di supporto», spiegano dagli uffici vicentini.

L’assalto

Tutto è accaduto ieri mattina lungo la superstrada Brindisi-Lecce, all’altezza dello svincolo di Tuturano dove un commando armato di kalashsnikov, passamontagna sul volto e tute bianche addosso, ha assaltato i furgoni della Battistolli. I banditi sono arrivati a bordo di un’auto con lampeggianti, tale da simulare quella delle forze dell’ordine.

Come in un film: il video dell'assalto armato a un portavalori della vicentina Battistolli in Puglia

Dopo aver bloccato il mezzo blindato che era scortato da un furgone, i banditi hanno fatto esplodere il portellone del portavalori da cui si è levata un’alta colonna di fumo. Il colpo è fallito grazie all’immediato intervento delle forze dell’ordine e i banditi si sono dati alla fuga inseguiti dai carabinieri. Stando alle prime ricostruzioni, i rapinatori avrebbero esploso diversi colpi contro una gazzella dell’Arma, forando carrozzeria e parabrezza.

Per scappare i banditi hanno inoltre bloccato l’auto di una studentessa che stava andando a Lecce per sostenere un’esame all’università. Due della banda, entrambi foggiani, sono stati fermati e ammanettati poco dopo nelle campagne di Squinzano. Nella stessa zona sono state rinvenute due delle auto utilizzate per l’assalto, una jeep blu e un’Alfa Romeo Stelvio.

Il gruppo vicentino

Per il Gruppo Battistolli si tratta del quattordicesimo assalto subìto nel corso di due anni: «E dodici di questi colpi sono avvenuti in Puglia», precisano a Vicenza. Un aspetto su cui l’azienda si sofferma dopo il ringraziamento alle forze dell’ordine per l’intervento «tempestivo ed efficace». «Alla luce della recrudescenza di tali episodi», si legge nella nota del Gruppo, «riteniamo necessario che a livello nazionale siano destinati maggiori risorse e strumenti per la prevenzione e la sicurezza: negli ultimi due anni il Gruppo Battistolli ha subito 14 assalti, un dato che richiede attenzione e azioni concrete. Continueremo a collaborare con le autorità competenti affinché vengano chiarite tutte le dinamiche di questo ultimo assalto.

Una collaborazione che già avviene quotidianamente per contribuire alla prevenzione di episodi analoghi». Il personale Battistolli viene accuratamente preparato per affrontare le situazioni di pericolo e i furgoni sono dotati di avanzati sistemi di protezione. Il presidente del Gruppo, Luigi Battistolli, ha voluto esprimere la sua gratitudine «a tutte le guardie particolari giurate che, ogni giorno, svolgono questo lavoro con impegno, senso del dovere e grande professionalità. Episodi come questi ci ricordano quanto tale ruolo richieda coraggio e dedizione».

Quanto accaduto ha acceso ulteriormente il dibattito sulla sicurezza. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso apprezzamento e gratitudine verso i carabinieri. —

Riproduzione riservata © il Nord Est