Schengen sospeso con la Spagna dopo Ceuta: scattano i controlli al Trieste Airport

Passeggeri in arrivo assimilati a quelli extra Schengen, con verifiche documentali a campione

Marco Ballico
Passeggeri al Trieste Airport Foto Katia Bonaventura
Passeggeri al Trieste Airport Foto Katia Bonaventura

Percorsi assimilati ai voli extra Schengen per i passeggeri in arrivo dalla Spagna, coordinamento costante con la Polizia di Frontiera e controlli documentali a campione. Sono le modalità organizzative, entrate in funzione venerdì sera a Ronchi dei Legionari, con cui Trieste Airport si è adeguato alla chiusura temporanea delle frontiere decisa dal Governo. Lo scalo del Friuli Venezia Giulia, interessato dai collegamenti con Barcellona, Valencia e Siviglia, ha rivisto la gestione degli arrivi, senza peraltro prevedere un’area dedicata a chi arriva dalla Spagna. Almeno in questa prima fase, i cambiamenti sono così quasi impercettibili per i passeggeri e non si registrano ritardi.

«Da parte nostra c’è stato soprattutto un coordinamento con la Polizia di Frontiera – spiega Francesco Mistrini, direttore Infrastrutture di Trieste Airport –. L’attività che abbiamo messo in campo consiste nel segregare i flussi dei passeggeri dalla Spagna, per evitare che si mescolino con quelli dagli altri voli Schengen».

Concretamente, chi scende dagli aeromobili decollati dalle tre città iberiche segue un itinerario separato prima di raggiungere l’uscita. In questo modo si possono effettuare eventuali controlli documentali senza interferire con gli altri arrivi. «Noi predisponiamo i flussi in modo che tutto il volo venga prefiltrato dalla Polizia – prosegue Mistrini –. Successivamente sono gli agenti a decidere, attraverso i canali di frontiera, chi sottoporre alle verifiche». Dal punto di vista tecnico, i passeggeri provenienti dalla Spagna vengono quindi gestiti con un percorso dedicato, ma non sono sottoposti al sistema Entry/Exit System previsto per le frontiere esterne dell’Unione europea.

«Vengono trattati come gli altri arrivi con un semplice controllo documentale – precisa ancora Mistrini –. Non si applica il sistema Entry/Exit System, ma solo le verifiche disposte dalla Polizia di Frontiera». Verifiche in ogni caso effettuate a campione, secondo le indicazioni della Polizia: «L’aeroporto non decide chi controllare e non conosce nemmeno la percentuale dei passeggeri sottoposti alle verifiche: è una scelta esclusivamente operativa delle forze dell’ordine». La nuova organizzazione è scattata immediatamente. «Da venerdì abbiamo iniziato il coordinamento dei primi voli provenienti dalla Spagna e il sistema sta funzionando regolarmente», racconta il direttore delle Infrastrutture.

Per chi atterra a Ronchi, almeno in queste ore, le novità sono di poco conto. «Non stiamo registrando rallentamenti particolari né problemi nelle operazioni di sbarco. Si tratta di controlli documentali a campione e l'attività dell'aeroporto consiste nel coordinare i percorsi dei passeggeri». Il provvedimento governativo, reso possibile dalle regole dell’accordo di Schengen con cui nel 1985 fu istituita la zona di libera circolazione nell’Ue, resterà in vigore fino al 31 agosto e riguarda esclusivamente i collegamenti aerei e marittimi tra Italia e Spagna.

Per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi Ue non cambia la documentazione necessaria per viaggiare, mentre i controlli sono finalizzati soprattutto a verificare la posizione dei cittadini extra Ue provenienti dalla Spagna. Per chi dall’Italia si deve recare in Spagna non cambia nulla. E il provvedimento non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico.

Riproduzione riservata © il Nord Est